San Mauro Forte, lo spreco dei soldi pubblici per un carcere mai completato | Non Sprecare
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San Mauro Forte, lo spreco dei soldi pubblici per un carcere mai completato

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Il carcere che non c’e’. Nonostante le ingenti spese sostenute. In tutto, circa 4 miliardi di vecchie lire. Ossia, poco piu’ di 2 milioni dell’odierna moneta unica. E solo per iniziarlo. Alla periferia sud di San Mauro Forte. Su di un’area di circa 15.000 metri quadrati. Localita’ Pantoni, per la cronaca. Ormai terra di nessuno. Tant’e’. Visitare per credere. Il degrado regna sovrano. L’imponente fabbricato, incustodito. Da anni. In mezzo ad ulivi secolari. Spazio rubato alla natura. Previsto come penitenziario di massima sicurezza (classe 1), non ha ancora visto la luce. E (forse) mai la vedra’. Un domani. A sentirne l’esigenza fisica alla fine del 1980 l’Amministrazione comunale dell’epoca. “Tenuto conto – si legge negli atti – dell’inadeguato stato di sicurezza statica e di limitata ospitalita’ (13 posti detentivi) dell’esistente casa mandamentale” di via Roma (chiusa nell’ottobre del 2000), l’esecutivo cittadino inoltra apposita istanza – previa individuazione di idoneita’ del sito prescelto con il placet della Commissione tecnica comunale – all’allora Ministero di Grazia e Giustizia – Ufficio XIII per il necessario rilascio del nullaosta circa la redazione del progetto di massima.

Il Ministero si dice subito favorevole, invitando l’ente di via Pietro Marsilio a redigere il progetto esecutivo. E’ il 5 luglio 1982. La pratica va avanti. Forte della concessione edilizia (n. 13 del 26.04.1983) rilasciata dall’apposita Commissione tecnica, il progetto (categoria F) – completo di tutti gli elaborati normativi – viene inviato a Roma per il pronunciamento ministeriale. Positivo. Come il giudizio ottenuto, in sequenza, dalla competente Soprintendenza ai Beni Ambientali della Basilicata. Il “dado” e’ tratto. Il destino, segnato. Cinque anni per l’avvio (in data 22.08.1988) dei lavori. Da subito all’insegna del frazionamento. Sospesi dal 28.09.1988 al 04.12.1988. Ed ancora : dall’11.09.1989 al successivo 03.12.1989 e dall’1.02.1990 al 14.04.1992, come risulta dai verbali redatti in pari data. Ben 954 le giornate lavorative complessivamente “perse”. Che spostano – cosi’ – il count down di ultimazione (parziale) dell’opera dal 21.02.1990 all’1.10.1992. Purtuttavia nel rispetto della tempistica contrattuale utile. E da allora una fitta cortina di silenzio avvolge questo classico vaso di Pandora. Passato, nel frattempo, al patrimonio comunale. L’ente di via Pietro Marsilio, pero’, non ha ancora deciso cosa farne. Nonostante disponga di un residuo di mutuo pari ad 88.000 euro. E gli anni passano.