Risparmio caldaia a pellet - Non sprecare
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Stufe a pellet: si risparmia anche il 40 per cento

Una scelta sostenibile, per tagliare la bolletta. L'importante è fare la corretta manutenzione ogni anno. L'occasione del bonus

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RISPARMIO CALDAIA A PELLET

Volete riscaldare la vostra abitazione in maniera economica e rispettando l’ambiente? Il giusto compromesso potrebbero essere le stufe a pellet, che rappresentano una soluzione efficiente, dai costi contenuti. Quest’ultime, infatti, garantiscono un’alta efficienza energetica e contribuiscono a diminuire le emissioni di CO2, e quindi a tutelare l’ambiente. Per alimentarsi utilizzano il pellet, un materiale leggero derivato del legno, che è molto semplice da usare, oltre che relativamente economico. Installando questo sistema di riscaldamento, infatti, si può risparmiare annualmente più del 40% rispetto a sistemi a GPL, gasolio e metano.

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COME FUNZIONA LA CALDAIA A PELLET

Non bisogna pensare che le stufe e le caldaie a pellet non siano in grado di riscaldare ampi spazi come grandi aziende o grandi case. Un solo impianto può bastare per oltre duemila metri quadrati. Per di più producono lo stesso calore dei camini a legna ma a prezzi più contenuti, senza sporcare e con la massima praticità in ricarica (vengono caricate dall’alto senza rischi di fuoriuscita e circa una volta alla settimana).

Il funzionamento di una caldaia a pellet è garantito da una centralina elettronica e da un software che controlla l’intero meccanismo di combustione, produzione e distribuzione del calore. A tal proposito alcuni dei modelli più interessanti sono prodotti dal Gruppo San Marco che, con le stufe a pellet CortinaSestriere, offre ai propri clienti un’alta efficienza energetica grazie a tecnologie avanzate.

MANUTENZIONE CALDAIA A PELLET

La manutenzione regolare è di fondamentale importanza per mantenere un buon rendimento della caldaia. Ne esistono di due tipi:

  1. ORDINARIA. Questa operazione di manutenzione è affidata all’utilizzatore dell’apparecchio e prevede le operazioni più semplici e frequenti da compiere: pulizia del piano fuoco, del braciere, del cassetto della cenere. Va eseguita in genere un paio di volte a settimana, con l’ausilio di un aspiratore.
  2. PERIODICA. Questo genere di operazione va fatta almeno una volta all’anno e affidata a personale specializzato. Prevede una pulizia e un controllo più approfondito, interno ed esterno, di tutti i condotti fumi della stufa e la pulizia e disincrostazione del crogiolo e del relativo vano. Oltre naturalmente al controllo e pulizia dei ventilatori, della resistenza di accensione, del pannello della centralina, del telecomando. Anche i cavi elettrici devono essere ispezionati e, all’occorrenza, cambiati.

Allo stesso modo, almeno una volta all’anno deve essere effettuata l’ispezione e la pulizia della canna fumaria e del tiraggio. Queste operazioni vi permettono di ottenere il massimo dal vostro sistema di riscaldamento, limitando di gran lunga i consumi.

Naturalmente, anche la scelta del pellet da bruciare nei vostri apparecchi rende più o meno semplice le operazioni di manutenzione. Prestate sempre attenzione alle schede tecniche dei prodotti, scegliendo pellet con basso residuo di ceneri.

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QUANTO COSTA UNA STUFA A PELLET?

Le stufe a pellet non sono economiche, e questo sicuramente non è un vantaggio. Un buon modello costa  dai 1500 ai 3.000 euro, cifra alla quale bisogna aggiungere le spese per l’installazione. Inutile risparmiare con modelli scadenti: rischiate solo di sprecare i soldi

BONUS PER ACQUISTO STUFA A PELLET

Il bonus per l’acquisto di una stufa a pellet è una detrazione fiscale che cresce sulla base dell’acquirente, una singola unità familiare oppure un condominio. Nel primo caso la detrazione, tra la spesa per l’apparecchiatura e quella per la messa in opera, è del 50 per cento. Nel secondo caso, si parte dal 70 per cento e si arriva fino all’85 per cento se si apportano anche miglioramenti delle prestazioni antisismiche dell’edificio. Si può usufruire dell’incentivo in denuncia dei redditi ( con quote spalmate in un arco di tempo di dieci anni), con la cessione del credito e con lo sconto in fattura.
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