Ricostruzione nave romana Liburna | Non sprecare
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Ricostruire fedelmente una Liburna, un’antica nave romana: il sogno di Francesco e Oscar per valorizzare il territorio

Un progetto ambizioso di archeologia sperimentale, avviato prendendo a modello alcuni bassorilievi raffiguranti la nave, presenti sulla Colonna Traiana a Roma. E un’occasione importante per incentivare lo sviluppo turistico, economico e lavorativo dei territori di Ostia Antica e Fiumicino

Era il 2001 quando il Maestro d’ascia Francesco Carmosini, con una grande passione per le grandi navi romane, decise di avviare un progetto davvero unico: ricostruire fedelmente, e a grandezza naturale, una Liburna, un’antica nave da guerra della flotta romana dell’epoca di Traiano. Un’imbarcazione lunga 37 metri e larga 7 metri, con due ordini di voga.

RICOSTRUZIONE NAVE ROMANA LIBURNA

Adottata per la prima volta nella famosa battaglia di Azio, la Liburna si caratterizzava per una chiglia sottile che le permetteva di spostarsi in maniera rapida, rendendola perfetta in caso di inseguimenti o per il trasporto delle truppe. Prendeva il nome dai “Liburni”, i pirati della Dalmazia. Imbarcazioni preziose, costruite con legno pregiato, intagliato solo in determinati periodi dell’anno e in appositi giorni, proprio per non intaccarne le qualità.

Un progetto ambizioso la ricostruzione dell’antica Liburna, portato avanti da Francesco, e oggi dal figlio Oscar, per gran parte a proprie spese e con l’aiuto di un piccolo finanziamento pubblico.

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ARCHEOLOGIA SPERIMENTALE

Dal momento che il mare e l’acqua salata non hanno favorito la buona conservazione dei relitti delle antiche navi romane da guerra e questo fa sì che non vi siano molti reperti archeologici, la realizzazione del progetto da cui avviare la realizzazione dell’opera è avvenuto prendendo a modello alcuni bassorilievi presenti sulla Colonna Traiana a Roma. Tanti anche gli archeologi che, nel corso degli anni, hanno fornito la loro consulenza per la realizzazione dell’opera.

Il sogno di Francesco e Oscar, una volta terminata la costruzione della Liburna, è quello di mettere l’opera a disposizione di tutti per fini didattici e turistici, facendo in modo che la nave ricostruisca intorno a sé quello che poteva essere un molo dei porti imperiali di Claudio e Traiano.

Un’opera imponente, terminata per più della metà, ma ora in balìa di un lento deterioramento: il cantiere è fermo a causa dell’esaurimento dei fondi e dei risparmi personali destinati al progetto da Francesco e Oscar Carmosini e la Liburna, esposta alle intemperie (il cantiere si trova all’aperto), rischia di subire danni ingenti. Eppure, la ricostruzione della Liburna costituirebbe un passo in avanti importante nel campo dell’archeologia sperimentale.

Un’opera da tutelare, per la quale si sono già mobilitate diverse realtà a partire dal Comitato Promotore SAI. FO (Sistema Archeoambientale Integrato Fiumicino-Ostia) e dalla Fondazione Catalano grazie alla quale sono stati numerosi i docenti e i ricercatori di Università del Lazio e Centri di ricerca che hanno visitato la Liburna mostrando interesse verso l’iniziativa. Assonautica, l’Associazione nazionale per la nautica da diporto, ha dato spazio al progetto attraverso la sezione territoriale regionale Assonautica Acque interne Lazio e Tevere: sul portale www.assonauticalaziotevere.it, alla voce “Nave Liburna romana” è possibile approfondire tutte le informazioni sulla nave da guerra romana ma anche sulla storia della navigazione antica, sulla tradizione cantieristica nautica e la riqualificazione dei mestieri del mare a scopo didattico, formativo, culturale, sociale, economico e turistico.

Per i volontari del Comitato Promotore SAI.FO, salvare e ultimare la Liburna vuol dire approfondire la conoscenza di un determinato periodo storico e, allo stesso tempo, valorizzare i territori di Ostia Antica e Fiumicino, sede di uno dei più antichi e meglio conservati sistemi logistici e portuali dell’antica Roma.

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RICOSTRUZIONE DELL’ANTICA LIBURNA ROMANA

La Liburna ricostruita fedelmente secondo le tecniche degli antichi romani potrebbe trasformarsi in un’occasione importante per incentivare lo sviluppo turistico, economico e lavorativo del territorio. Fondamentale, quindi, per il Comitato Promotore SAI.FO, la Fondazione Catalano e Assonautica, riprendere i lavori di costruzione della Liburna il prima possibile, prevedendo un’apposita copertura della nave in grado di proteggerla dalle intemperie, e strutturare la collaborazione con le Università, i Dipartimenti di archeologia marina, i Centri di Ricerca e gli studiosi in modo da costituire un comitato scientifico in grado di assicurare che il lavoro avvenga nel pieno rispetto delle conoscenze archeologiche e  delle lavorazioni cantieristiche dell’epoca.

Obiettivo finale: esporre la nave, una volta completata, nell’area immediatamente adiacente il Museo delle Navi, a ridosso dell’Aeroporto di Fiumicino e a pochi metri dal bacino portuale del Porto Imperiale di Traiano. La Liburna andrebbe ad affiancare i resti originali delle antiche navi mercantili e da pesca conservate all’interno del museo dando vita ad un vero e proprio parco didattico-scientifico.

Dopo la ricostruzione dei ponteggi avvenuta grazie al contributo di un’impresa privata, per il prossimo 12 maggio 2021 è finalmente prevista la ripresa dei lavori: la Regione Lazio con “Lazio Crea” ha riconosciuto un contributo di 30mila euro. È partita, inoltre, la campagna di informazione “Entra nella storia” con lo scopo di far conoscere l’iniziativa alla comunità locale e, a breve, sarà seguita dal lancio di una raccolta fondi con il crowdfunding.

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