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Riciclo e riuso, viaggio nei nuovi stili di vita. E nei nuovi consumi

I 770 stand della Fiera Fa’ la cosa giusta hanno dato il senso di un grande cambiamento. Il biologico che tira. L’auto elettrica in affitto che avanza. Bici sempre più sofisticate. E non solo…

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RICICLO IN ITALIA –

Chi avesse ancora dubbi sul valore della nuova economia circolare, ispirata alle tre R (riuso, riutilizzo, riciclo), e sui cambiamenti nei consumi e negli stili di vita degli italiani, avrebbe dovuto spendere mezza giornata per visitare i 770 stand della fiera Fa’ la cosa giusta (18-20 marzo a Milano). Girando per i padiglioni, si capisce bene, per esempio, il significato, in termini di sistema, di una spinta dal basso nei modelli di produzione e nelle aspettative dei consumatori. Il biologico qui appare in tutte le sue declinazioni, non più come fenomeno di nicchia, una moda radical chic, ma come una diversa opportunità di business. E le statistiche nazionali,  che registrano un giro d’affari solo in agricoltura pari 3,5 miliardi di euro con una superficie di terreni bio pari all’11 per cento del totale, diventano storie di persone in carne ed ossa. Prodotti, innovazione, marketing e mercato. C’è la fila per il cappuccino a 2 euro con latte di vaccino  e soia alla vaniglia; le camicie in pura canapa naturale, molto più resistente del lino, costano 120 euro; le trapunte in bambù partono da 198 euro. Sono bio, ed a prezzi almeno del 20 per cento più alti del normale, i nuovi cosmetici, i mobili per la cucina, detersivi, detergenti e deodoranti per la casa. Traducendo: il biologico è uno spostamento, che abbina ricerca e qualità, verso la fascia alta del mercato, l’unica dove, in tempi di stagnazione, c’è ancora una domanda forte. Durante una tavola rotonda in Fiera, ho scoperto che perfino l’inquinatissima Cina spinge sull’acceleratore in questo settore, e il suo mercato del cibo biologico vale già 2,4 miliardi di euro l’anno.

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FA’ LA COSA GIUSTA –

Dalla casa e dalla tavola, alla mobilità urbana. La Fiera presenta un lungo corridoio con tutte le novità delle biciclette elettriche (le più belle sono quelle della Neox, azienda veneta), sempre più evolute, eleganti (ne ho provata una in legno di frassino) , attrezzate con sofisticati ed efficaci impianti di antifurto. Pezzi forti del made in Italy: grazie al cambiamento della mobilità, stiamo consolidando il primato mondiale nella produzione di biciclette, con 3 milioni di pezzi, esportati per il 75 per cento, e ormai il sorpasso sul mercato della vendita di bici rispetto alle auto non è più un evento transitorio. Per la verità, in Italia, per completare il quadro, mancano ancora le piste ciclabili, messe in sicurezza, che ormai dilagano in tutte le città europee. Quanto all’auto, la tecnologia elettrica si abbina alla filosofia dello sharing, condivisione e non proprietà del mezzo. L’ultima proposta arriva da un’azienda di servizio che offre a Milano un abbonamento “chiavi in mano”, per 24 mesi, di una piccola auto elettrica, una specie di Smart, al prezzo di 360 euro più Iva al mese. Non poco, certo. Ma i vantaggi fanno prezzo: non paghi l’ingresso nel centro storico, è gratis anche il parcheggio nelle strisce blu, non hai bolli, tasse e assicurazione da mettere nel conto, il rifornimento, con batterie dotate di un’autonomia di 100 chilometri, è decisamente meno caro della benzina. Infine, puoi dire di essere entrato nel club dei cittadini che non inquinano. Come gli italiani che hanno scelto di consumare l’acqua del rubinetto, due su tre stando alle recentissime statistiche: con pochi euro possono acquistare un kit fai-da-te, realizzato dall’università Bicocca di Milano, per misurare i 6 parametri più importanti sulla qualità dell’acqua.

ECONOMIA CIRCOLARE E VOLONTARIATO –

L’economia circolare e sostenibile incrocia continuamente l’universo del volontariato. Sono due mondi che si parlano e interagiscono. C’è la linea  di abbigliamento green Made in carcere, con  materiali e stoffe riciclate, e brilla la casa dell’accoglienza di Modica, intitolata al martire don Pino Puglisi, dove 25 ragazze-madri producono con metodi artigianali  ben 20 qualità del famoso cioccolato locale. Lo slogan è: Qualità, tradizione e solidarietà.

Girando i 770 espositori, ho cercato di fare qualche conto sull’occupazione che l’economia circolare sta generando. Ho chiesto a tutti quelli che ho visitato se avessero fatto, nel corso del 2015, nuove assunzioni. Bene: la media è di almeno due nuovi dipendenti per ciascuna piccola attività. Il totale sono circa 1.500 nuovi posti di lavoro. Conoscete un’azienda, un’impresa, una fabbrica, che in Italia lo scorso anno ha fatto meglio?

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