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Biblioteche comunali, le salvano i ragazzi, i bambini e i volontari

A Palomonte, in provincia di Salerno, 200 volontari portano avanti la biblioteca comunale. A Cinisello Balsamo 4 piani e 6mila metri quadrati. A Rosarno ci sono i lavoratori nordafricani.

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RECUPERO BIBLIOTECHE COMUNALI –

In Italia, dove i lettori sono sempre più assimilabili ai frequentatori delle catacombe come dice lo scrittore Raffaele La Capria, conforta scoprire la battaglia di resistenza che si sta combattendo per salvare 6mila biblioteche pubbliche. Luoghi preziosi, non solo per la lettura, ma anche per la vita di comunità. E luoghi ad alto rischio per mancanza di fondi, di personale, di interesse.

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IL LAVORO DEI VOLONTARI NELLE BIBLIOTECHE COMUNALI ITALIANE –

A salvare le biblioteche ci stanno pensando la rete sul territorio di associazioni di volontari, ragazzi e bambini. Come racconta Simonetta Fiori in una suggestiva panoramica pubblicata su La Repubblica, da Nord a Sud è questa pattuglia di visionari che sta facendo il miracolo. A Palomonte, in provincia di Salerno, sono in 200, con un’età tra i 25 e 35 anni, che fanno funzionare la biblioteca comunale con 3.500 volumi a disposizione del pubblico.  E sono loro a garantire l’apertura dei locali, che viene assciurata tutti i giorni, dal lunedì al venerdì. A Cinisello Balsamo si respira un’area americana, nel centro culturale-biblioteca di 4 piani e 6.600 metri quadrati di superficie: i visitatori sono raddoppiati, e molti sono stranieri. A Librino, periferia di Catania, i protagonisti sono i bambini, nella “Librineria”, la biblioteca allestita con l’aiuto della squadra di rugby e dei volontari dell’associazione Iqbal Masih. A Rosarno, nel cuore della Calabria, una mediateca di 100 metri quadrati, con libri e film, è diventata un punto di riferimento per la comunità dei nordafricani che lavorano nelle campagne della zona  E a Roma, nel quartiere dell’Esquilino, l’anglosassone Caroline Dookie ha aperto il suo spazio di libri per bambini e genitori.

L’IMPORTANZA DEL RUOLO DEI VOLONTARI –

Che dire? Ancora una volta, nel vuoto delle istituzioni, a salvare un patrimonio pubblico, di tutta la collettività, ci pensano i volontari. E grazie a loro riusciamo a conservare angoli di civiltà.

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