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La radio migliore del mondo? Fip. Al microfono solo speaker donne. Una radio quasi leggendaria, e non solo in Francia

Inizialmente i casting per la ricerca delle speaker avvenivano al buio, senza vedere il volto della candidata, in modo da valutare esclusivamente il timbro di voce. In Francia la “voce fip” è ormai un’icona di fiducia e una garanzia di successo. Una radio unica, una delle ultime a prevedere una programmazione esclusivamente manuale della playlist musicale.

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RADIO FIP

Parigi. Il traffico lungo gli Champs-Élysées, l’avenue più famosa al mondo, l’autoradio sintonizzata su 105.1 MHz, Radio Fip, e note jazz in sottofondo. A un certo punto la musica si interrompe e la voce di Susana porta gli ascoltatori alla scoperta dei più famosi musical di Hollywood. E una volta terminato lo spazio di Susana, ci sono le interviste esclusive di Emilie, le ultime notizie sul panorama musicale internazionale svelate da Sonya, Jane e Charlotte e i concerti live presentati da Stéphanie. Donne intelligenti e ironiche che, insieme alle altre speaker che si sono avvicendate nel tempo, da oltre 40 anni, animano le trasmissioni dell’emittente musicale pubblica Fip (France Inter Paris), definita dal fondatore di Twitter, Jack Dorsey, la “migliore radio del mondo”.

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LA MIGLIORE RADIO DEL MONDO

Ma cos’è che rende Fip, piccola rete del gruppo Radio France, così speciale? Innanzitutto il fatto che, dal 1971, schiera esclusivamente speaker donne

Nata dall’idea un po’ folle di due produttori radiofonici, Pierre Codou e Jean Garetto, Radio Fip prevedeva e prevede ancora oggi una programmazione quasi essenzialmente musicale, eclettica e di qualità, senza pubblicità, alternata a brevi spazi di informazione culturale e attualità enunciati da voci unicamente femminili. Fip non è una radio femminista ma la scelta di mettere davanti al microfono solo speaker donne è un gesto e un segnale importante soprattutto in riferimento a un Paese come l’Italia in cui è ancora così difficile essere donna e lavorare.

All’inizio, i casting per la ricerca delle speaker avvenivano addirittura al buio, senza vedere il volto della candidata, in modo da valutare esclusivamente il timbro di voce, calmo e lento, e la capacità di parlare a un pubblico ampio in maniera arguta ma anche glamour e divertente. Le Fipettes, come vengono definite le speaker in senso affettuoso, scrivono personalmente i loro testi e hanno piena libertà di espressione quando sono al microfono. Requisito fondamentale: devono avere tutte la stessa tonalità. All’inizio le speaker non svelavano mai i loro nomi e questo dava agli ascoltatori l’impressione che dietro il microfono ci fosse sempre la stessa persona.

LA VOCE FIP

La “voce fip” in Francia è ormai un’icona di fiducia e una garanzia di successo. Gli annunci delle ferrovie francesi ad esempio, da oltre trent’anni, vengono pronunciati da una fipette: Simone Hérault.

Una grande famiglia quella di Radio Fip: sono circa 365mila gli ascoltatori che, ogni giorno, si sintonizzano sulle frequenze di Fip e sono tantissimi i curriculum vitae che la radio riceve quotidianamente. Diventare una Fipette è un vero e proprio sogno per tantissime candidate. 

Il sito internet della radio raggiunge più di 11 milioni di ascoltatori e, da poco, è stata lanciata anche un’app sia in francese che in inglese per ascoltare in diretta Fip e la sua programmazione musicale di qualità.

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PROGRAMMAZIONE MUSICALE MANUALE SU RADIO FIP

E non è ancora tutto: c’è un altro punto di forza che rende Fip una radio unica. In tempi di grande innovazione digitale, Fip è infatti una delle ultime radio a prevedere una programmazione manuale. Ogni tre ore, un regista-programmatore, decide con cura come organizzare la playlist musicale mixando i diversi generi e offrendo ampio spazio anche agli artisti emergenti. Un aspetto molto apprezzato dagli ascoltatori che così hanno la possibilità di ampliare le proprie conoscenze musicali.

Un lavoro che richiede non solo competenze tecniche ma anche creatività: ogni giorno il regista, collegando fra loro i vari titoli, decide quale storia raccontare e la declina così come fa uno scrittore di fronte ad una pagina vuota. Tutto senza l’utilizzo di software specifici.

“Quando arrivo al mattino, non so mai cosa programmerò nei prossimi giorni. Può essere qualcosa che ho ascoltato a casa, un disco che si trova sulla scrivania … Poi un pezzo tira l’altro ” come spiega al magazine Slate, Luc Hornet, uno dei sei registi-programmatori Fip. Ogni brano non viene mai trasmesso più di una volta nello stesso giorno e dopo due canzoni segue sempre una composizione strumentale.

«Il y a tout un vocabulaire qui n’appartient pas à notre radio. On travaille avec les outils du monde moderne mais en faisant de l’artisanat (C’è un intero vocabolario che non appartiene alla nostra radio. Lavoriamo con gli strumenti del mondo moderno ma facendo mestieri)», come ha dichiarato, sempre a Slate, la fipette Jane Villenet.

FIP, UNA RADIO LEGGENDARIA

Radio Fip gode oggi di un’immagine quasi leggendaria, e non solo in Francia. Costantemente sotto pressione a causa dei tagli di bilancio da parte del Gruppo Radio France, Fip è molto sostenuta e supportata dai suoi ascoltatori che, nel 2000, hanno avviato anche una petizione per la sopravvivenza di diverse stazioni Fip locali, arrivando a raccogliere fino a 90mila firme.

Photo credit: Facebook

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