Le declinazioni sono tante, ma la sostanza è una: lavorare meno, portando la settimana da 5 a 4 giorni, ottimizzando i tempi, con soddisfazione per i dipendenti (che hanno più tempo a disposizione per la loro vita privata) e per le aziende (che vedono aumentare la produttività).
In Italia crescono le aziende che applicano questa filosofia nell’organizzazione del lavoro. Il gruppo bancario Intesa Sanpaolo ha introdotto un sistema su base volontaria che prevede 120 giorni si mart working all’anno, la flessibilità dell’orario di ingresso (consentito tra le 7 e le 10) e possibilità di poter usufruire della settimana corta, di 9 ore di lavoro al giorno per 4 ore alla settimana: hanno aderito allo schema 25.300 dipendenti, ovvero il 70 per cento dei 38.500 che ne avevano diritto. Nell’azienda EssilorLuxottica dal 2023 ci sono 1.500 lavoratori che godono volontariamente di 20 settimane all’anno con venerdì libero, senza alcun taglio di salario. La Lamborghini ha previsto un modello di 33,5 ore settimanali con alternanza di settimane a 4 e 5 giorni, in base ai turni di produzione. La società Thun (gruppo Lenet) ha introdotto una smart week di quattro giorni, con la stessa retribuzione per circa 350 dipendenti. La società Lavazza ha sperimentato un “venerdì breve” (terminare prima il venerdì con orario flessibile) e forme di flessibilità oraria; non sempre significa quattro giorni pieni, ma riduce comunque i giorni effettivi o le ore lavorate. Alla Toyota Italy è stato firmato un accordo di secondo livello con riduzione dell’orario a turni da 7 ore e altre forme di flessibilità che avvicinano alla settimana corta, mentra alla Tria SpA è stata introdotta una settimana di 36 ore distribuite in quattro giorni, senza riduzione di stipendio.

La settimana lavorativa di 4 giorni, sebbene non con leggi specifiche, è stata introdotta, in forme diverse, in diversi paesi europei: Belgio, Spagna, Portogallo, Germania, Francia, Regno Unito e Lituania.
Lavorare meno, lavorare tutti non è stato uno slogan fortunato: nella nostra (fragile) memoria collettiva rievoca la fumosa, e poi violenta, demagogia degli anni Settanta. In realtà non è così. E a coniare lo slogan, declinandolo con gesti concreti, fu un super capitalista, un padrone a tutto tondo, dal nome Henry Ford, il re dell’auto, che abbassò il numero delle ore e accorciò la settimana di lavoro a 5 giorni. Segno di come aveva capito quanto gli potesse convenire questa soluzione, e non solo per la pax sociale nelle sue fabbriche.
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