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Patente privilegiata per le auto blu

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Rocco Mastrogiulio e’ l’autista del presidente della provincia di Matera. Guida un’auto blu e due anni fa e’ rimasto senza patente: Faccio 100 mila chilometri l’anno, prendere una multa non e’ difficile. Una volta la cintura, una volta la corsia preferenziale… Avevo finito i punti. Ha dovuto rifare l’esame, il signor Rocco. Ma se non ci saranno inversioni ad u in Parlamento, si risparmiera’ pure questa seccatura. A lui ed ai suoi colleghi la riforma del codice della strada all’esame del Senato regala la doppia patente. Oltre a quella privata, da usare nel tempo libero, avra’ quella professionale, da tenere nel cruscotto quando guida per lavoro. Un privilegio per chi ogni giorno si mette al volante del simbolo del Privilegio. La patente professionale non e’ una novita’ assoluta. In Italia c’e’ gia’ per gli autisti di camion ed autobus. Visto il tempo che passano al volante loro hanno una dote aggiuntiva di punti: oltre ai 20 che abbiamo tutti noi, altri 20 per le multe prese sul lavoro. Lo stesso meccanismo potrebbe essere utilizzato per gli autisti della auto blu. Ma non e’ detto. Finora la commissione del Senato ha solo introdotto il principio generale, a scendere nei dettagli sara’ un decreto del ministero delle Infrastrutture. Gli autisti dei politici sono in attesa. E riuniti nell’apposita associazione, il Sindacato italiano degli autisti di rappresentanza di cui il nostro signor Rocco e’ vice presidente, sono convinti di incassare molto di piu’. Guidano senza cintura, superano i limiti di velocita’? Pagano la multa (salvo ricorso) ma se viaggiano per lavoro di punti non ne perdono neanche uno. Nemmeno la scocciatura di trovare una zia pronta al sacrificio, come molti continuano a fare. Per loro, solo per loro, lo spauracchio dei punti sarebbe cancellato di colpo. Quante persone avrebbero questo privilegio?

Nella prima versione si parlava genericamente degli autisti addetti ad organi istituzionali. Praticamente tutti, compresi quelli delle comunita’ montane (si’, ci sono) o del piccolo comune di provincia. Davvero troppo, pure in Senato l’hanno capito. Limatura, allora: solo gli autisti dei ministri. Ma dopo le proteste del sindacato di categoria, si e’ arrivati alla mediazione. Dentro ci sono gli autisti delle alte cariche costituzionali e poi dei presidenti di Regione, Provincia e dei Comuni capoluogo di provincia. In tutto 1.500. Tra loro c’e’ pure il nostro signor Rocco che tocca ferro. Non siamo al primo tentativo, infatti. Sono almeno cinque anni che il sindacato degli autisti prova a portare in Parlamento le sue richieste. Durante l’ultimo governo Prodi, lo staff dell’allora ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi aveva assicurato piu’ volte il suo sostegno. Le lettere sono tutte li’, orgogliosamente sul sito internet del sindacato. Poi non se ne fece nulla. Ma solo perche’ cadde il governo? assicura il signor Rocco ? stavolta invece… .