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A Genova l’orto collettivo più grande d’Italia: 7 ettari coltivati dai cittadini

L’orto non sarà diviso in piccoli appezzamenti di terra ma si lavorerà tutti insieme, fianco a fianco. Un progetto che ha permesso di recuperare un’area abbandonata.

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ORTO COLLETTIVO GENOVA CAMPI –

Un progetto unico che unisce insieme rispetto per la natura, sana alimentazione e socialità quello portato avanti a Campi, una frazione di Genova, in cui ben 300 contadini urbani hanno dato vita al più grande orto collettivo d’Italia.

Un terreno di 7 ettari su cui si coltiva tutti insieme frutta e verdura, dividendo poi i prodotti e utilizzando una moneta di scambio alternativa denominata “Scec”.

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ORTO COLLETTIVO GENOVA –

Un’iniziativa che ha permesso di recuperare un’intera area in cui per anni sono cresciuti, senza alcuna cura, alberi, cespugli e piante infestanti e in cui, ai lati delle strade, è possibile notare carcasse di auto abbandonate. Un grande orto urbano in cui presto vi saranno campi di insalata, patate e pomodori e in cui si lavorerà fianco a fianco: non ci sono infatti piccoli appezzamenti di terra.

Abolite le monocolture, le diverse verdure vengono coltivate una accanto all’altra in modo tale da far in modo che possano proteggersi reciprocamente, allontanando i parassiti in maniera del tutto naturale.

LE COLTIVAZIONI NELL’ORTO COLLETTIVO DI GENOVA CAMPI –

A differenza degli altri orti urbani inoltre, in quello di Genova si lavora in gruppo e se manca qualcuno ci sono gli altri che si occupano dell’irrigazione o della cura delle piante in sua assenza. La gestione delle diverse attività viene programmata mediante un calendario settimanale inviato tramite mail a tutti i partecipanti: chi arriva prima sa quali sono le attività da svolgere, quelli che arrivano sul posto dopo controllano il lavoro fatto e in caso intervengono.

Non ci sono vincoli di orario, ognuno può dedicarsi ai lavori nell’orto in base al proprio tempo libero a disposizione. Ed è prevista anche la coltivazione a bancali: cumuli di terra in cui si può seminare senza chinarsi.

COSA SONO GLI SCEC –

Un’esperienza di condivisione e baratto che permetterà ai partecipanti di portare a casa la verdura prodotta in base alle ore di lavoro nell’orto. Ad ogni ora di lavoro inoltre, equivalgono 7,5 “Scec” e ogni giorno ciascun contadino urbano può prelevare gli “Scec” in base alle ore in cui ha lavorato.

CONDIVISIONE E BARATTO –

Le speciali banconote possono poi essere adoperate per pagare direttamente la verdura prodotta nell’orto o per effettuare acquisti nei 125 negozi convenzionati.

Tra i contadini di città sono tantissimi i giovani e soprattutto le donne tra i 25 e i 40 anni che hanno scelto di aderire all’iniziativa.

Un progetto ambizioso e sostenibile che speriamo si diffonda presto anche in tante altre città italiane.

(Le immagini della gallery sono tratte dalla pagina Facebook dedicata all’iniziativa)

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