Oki antinfiammatorio: a cosa serve, quando e come va preso, controindicazioni | Non Sprecare
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OKi: quando va preso e a cosa serve. Le controindicazioni dell’antinfiammatorio

Efficace contro dolori e infiammazioni. Lo usiamo tutti con estrema frequenza. Anche troppo. Attenzione alle controindicazioni.

È il farmaco antinfiammatorio più usato in Italia. Febbre, dolori muscolari, ciclo mestruale delle donne, mal di testa: tutti ricorriamo con estrema frequenza all’Oki, e qualche volta rischiamo di farlo inutilmente e di sprecarlo. Per avere una precisa linea di demarcazione, è bene innanzitutto capire quali sono le componenti di questo medicinale, e poi rispondere ad alcune domande. Che cosa fa passare l’Oki? Quando va preso l’Oki? Quali sono le controindicazioni dell’Oki? Ma andiamo con ordine.

CHE COS’È L’OKI

Farmaco anti-infiammatorio non steroideo (FANS), derivato dell’acido propionico, l’Oki serve a trattare stati infiammatori associati a dolore. Il suo principio attivo è il ketoprofene sale di lisina. In commercio lo si trova sotto forma di granulato in bustina da sciogliere in acqua ma anche sotto forma di supposte e compresse. Diverso dal famoso Okitask, disponibile in compresse e bustine orosolubili.

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A CHE COSA SERVE IL KETOPROFENE?

Il farmaco contiene il principio attivo ketoprofene sale di lisina “che appartiene alla classe dei medicinali analgesico-antiinfiammatori non steroidei” grazie al quale, come specifica l’Aifa, viene inibita la sintesi a livello periferico delle prostaglandine, che sono “sostanze prodotte dall’organismo… responsabili dei sintomi dell’infiammazione e del dolore che ne consegue.”

CHE COSA FA PASSARE L’OKI

L’Oki viene utilizzato, come specifica il foglio illustrativo condiviso dall’Aifa nella sezione dedicata al granulato 80 mg, per diminuire il dolore associato a infiammazioni tra cui, negli adulti, si annoverano:

  • artrite reumatoide;
  • spondilite anchilosante;
  • artrosi dolorosa;
  • reumatismo extra-articolare;
  • flogosi post-traumatica;
  • affezioni infiammatorie dolorose in odontoiatria, otorinolaringoiatria, urologia e pneumologia;

In pediatria viene usato per il trattamento sintomatico e di breve durata di stati infiammatori associati a dolore, anche accompagnati da piressia, come quelli a carico di:

  • apparato osteoarticolare;
  • dolore post operatorio;
  • otiti.

L’Okitask invece viene consigliato in caso di:

  • mal di testa;
  • mal di denti;
  • nevralgie;
  • dolori mestruali;
  • dolori muscolari e osteoarticolari.

OKI E OKITASK: DIFFERENZE

Oki e Okitask differiscono principalmente nella concentrazione di principio attivo, che è inferiore nell’Okitask. Inoltre se quest’ultimo viene venduto anche senza ricetta ed è disponibile in bustine orosolubili a più rapido assorbimento, l’Oki solitamente viene venduto sotto forma di granulato da sciogliere in acqua. Ma anche in compresse, spray e altre soluzioni.

QUANDO VA PRESO L’OKI

Oki

Oki

Va preso durante i pasti e non a stomaco vuoto per un massimo di 3 volte al giorno. Può bastare anche una dose singola se l’infiammazione associata a dolore non richiede un trattamento più lungo. Ovviamente sarà il medico a consigliarvi il dosaggio a seconda del disturbo. L’importante è non superare mai le dosi raccomandate nel foglio illustrativo, tenendo conto che variano a seconda dell’età e di altri fattori. Ed evitare di assumerlo in concomitanza con i farmaci segnalati nel bugiardino.

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CON QUALE DOSAGGIO PRENDERE L’OKI?

Il foglietto illustrativo relativo al granulato per soluzione orale di 80 mg specifica che per gli adulti la dose è di una bustina da 80 mg massimo tre volte al giorno durante i pasti. Per i bambini tra i 6 e i 14 anni la dose è di mezza bustina da 40 mg per un massimo di tre volte al giorno durante i pasti. Mentre per gli anziani la posologia deve essere attentamente stabilita dal medico che dovrà valutare un’eventuale riduzione dei dosaggi. Nei bambini di età inferiore ai 6 anni è controindicato. Nel foglietto illustrativo trovate specificati anche i dosaggi per l’Oki gocce, supposte e altre tipologie. Leggete attentamente perché possono variare.

COME ANTIDOLORIFICO MEGLIO L’OKI O LA TACHIPIRINA?

La tachipirina, come specifica Farmacia Zanini, svolge principalmente due funzioni, quella di antidolorifico e antipiretico per ridurre la febbre. Contiene paracetamolo e ha poche controindicazioni, ma non è un antinfiammatorio e quindi non serve, a differenza dell’Oki, in caso di infiammazioni.

Quindi per quanto riguarda la funzione di antidolorifico vanno bene entrambi ma l’Oki, rispetto alla tachipirina, ha un effetto collaterale da non sottovalutare, perché diminuisce la capacità protettiva della mucosa dello stomaco. Se lo si assume per lunghi periodi o in caso di gastrite, può causare dolori allo stomaco e persino ulcere. Inoltre ha tutta una serie di ulteriori controindicazioni. La tachipirina è sicuramente meno insidiosa.

Tachipirina, lo spreco di un medicinale molto usato. Anche inutilmente. E senza precauzioni

QUANTO DURA L’EFFETTO DELL’OKI?

L’Oki è molto utilizzato perché particolarmente rapido ed efficace. L’effetto dura circa 8 ore considerato che va assunto per un massimo di 3 volte al giorno. Tuttavia l’efficacia dipende anche dal tipo di disturbo, per esempio in caso di forte mal di denti non sempre basta per ridurre il dolore. Il medico saprà consigliarvi il farmaco più adatto in base alle specifiche esigenze.

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CONTROINDICAZIONI DELL’OKI

Il foglietto illustrativo dell’Oki, di cui riportiamo le indicazioni relative alle bustine di granulato da 80 mg, specifica che non dev’essere utilizzato in caso di determinate patologie, nemmeno in gravidanza e con dosaggi minimi consigliati dal medico nei pazienti con insufficienza epatica e con una leggera o moderata insufficienza renale. Mentre non deve essere utilizzato se si hanno severe disfunzioni epatiche e renali.

Non va quindi preso nei seguenti casi:

  • se si è allergici al ketoprofene, ad altri farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS) o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale;
  • se si ha una storia di reazioni di ipersensibilità (allergia) come broncospasmo, attacchi d’asma, rinite acuta, orticaria, polipi nasali, edema angioneurotico (gonfiore del derma profondo e del tessuto sottocutaneo che può interessare anche le mucose) o altre reazioni di tipo allergico a ketoprofene o a sostanze con analogo meccanismo d’azione (per esempio acido acetilsalicilico o altri FANS).
  • se si soffre di asma bronchiale pregressa;
  • se si ha una grave insufficienza cardiaca (incapacità del cuore di pompare l’adeguata quantità del sangue necessaria alle esigenze dell’organismo);
  • se si ha attualmente un’ulcera peptica (allo stomaco) o una emorragia, o se ha sofferto in passato di emorragia o ulcera peptica ricorrente (due o più episodi distinti, comprovati di sanguinamento o ulcerazione);
  • se si ha sofferto in passato di emorragia gastrointestinale, ulcerazione o perforazione o dispepsia cronica;
  • se si ha una storia di sanguinamento gastrointestinale o perforazione conseguente a pregressa terapia con FANS;
  • se si ha leucopenia (riduzione del numero di globuli bianchi) e piastrinopenia (riduzione del numero delle piastrine nel sangue);
  • se si soffre di morbo di Crohn o colite ulcerosa;
  • se si soffre di gastrite;
  • se si ha una grave insufficienza epatica (cirrosi epatica, epatiti gravi, ridotta funzionalità del fegato) o renale (ridotta funzionalità dei reni);
  • se si soffre di diatesi emorragica (predisposizione allo sviluppo di emorragie) ed altri disturbi della coagulazione o se ha disordini emostatici;
  • se si segue una terapia diuretica intensiva;
  • se si è in gravidanza;
  • Nei bambini di età inferiore ai 6 anni.

Inoltre il foglietto illustrativo specifica ulteriori avvertenze e precauzioni e l’elenco dei farmaci insieme ai quali è consigliabile non assumerlo. Vi consigliamo di leggere attentamente tutte le indicazioni riportate.

EFFETTI COLLATERALI DELL’OKI

Numerose reazioni avverse sono rare se il farmaco viene utilizzato secondo indicazioni, tuttavia alcune sono state osservate con l’uso di ketoprofene negli adulti. Ecco quelle riportate dal foglietto illustrativo nella sezione relativa al granulato per uso orale da 80 mg, che è il più utilizzato:

  • Comuni: dispepsia (cattiva digestione), nausea, dolore addominale, vomito;
  • Non comuni: cefalea, capogiri, vertigini, sonnolenza; – stipsi (stitichezza), diarrea, flatulenza (presenza di gas nell’intestino), gastrite, fastidio addominale; – eruzione cutanea, prurito; – edema (accumulo di liquidi che causa gonfiore), affaticamento, edema (gonfiore) periferico, brividi;
  • Rari: anemia emorragica (anemia da perdita di sangue); – parestesie (sensazione anomala sulla pelle, formicolio); – visione offuscata; – tinnito (suono nell’orecchio); – asma; – stomatite (ulcera nella bocca), ulcera peptica (ulcera gastrica o duodenale), colite; – epatite, transaminasi aumentate (enzimi epatici), bilirubina ematica aumentata (livelli di bilirubina sierica elevati dovuti a disturbi del fegato), ittero; – peso aumentato.

Il foglietto illustrativo specifica che “I medicinali così come OKi possono essere associati (specialmente ad alti dosaggi e per trattamenti di lunga durata) ad un aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (formazione di coaguli di sangue nei vasi sanguigni), come attacco cardiaco (infarto del miocardio) o ictus (accidente cerebro-vascolare).

Insomma, è un farmaco con diverse controindicazioni, meglio utilizzarlo solo quando davvero indispensabile.

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