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Spreco di cibo: 100 città del mondo in campo per evitarlo. Milano in prima fila

Finalmente una scelta concreta dall’Expo delle troppe parole vaghe: un patto tra gli amministratori per ridurre gli alimenti che finiscono nell’immondizia. A Milano funziona molto bene il progetto «Io non spreco» nelle scuole.

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MILAN URBAN FOOD POLICY PACT –

Forse sarà una delle migliori eredità dell’Expo dal punto di vista delle scelte concrete in materia di cibo e di lotta agli sprechi. Il prossimo 15 ottobre a Milano i sindaci di 100 città del mondo sottoscriveranno un patto per diminuire lo scandalo dello spreco dei prodotti alimentari, che per il 42 per cento avviene durante il consumo.

Ci saranno i primi cittadini di New York, Londra, Parigi, Melbourne, Shanghai, Dakar e Vienna, solo per citare alcuni casi. Ma il fatto più importante è che in prima fila c’è Milano, con la coppia del sindaco Giuliano Pisapia e del suo vice Francesca Balzani, che da tempo stanno lavorando molto seriamente su questo fronte.

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IL PATTO DEI SINDACI CONTRO GLI SPRECHI ALIMENTARI –

Il programma, intitolato Milan Urban Food Policy Pact, parte da un’idea di fondo: la collaborazione tra le istituzioni, i cittadini, e la rete di distribuzione, dai commercianti ai ristoratori. Tutto per ridurre lo spreco medio annuale (oggi a Milano vale circa 400 euro l’anno di spesa a cittadino) e per riutilizzare il cibo avanzato attraverso la rete del volontariato. Poi ci sono interventi specifici, come quelli di “pesare” i rifiuti delle famiglie e predisporre dei frigoriferi di vicinato, come li abbiamo visti in Spagna, per il cibo avanzato nelle case e non utilizzato.

Un punto decisivo di questa battaglia riguarda le scuole. E anche qui Milano ha lavorato bene, almeno finora. Dal maggio del 2014 è partita la campagna «Io non spreco» con la quale ai bambini delle scuole primarie viene offerto un sacchetto per portare a casa il cibo avanzato e non gettarlo nell’immondizia. Ricordiamolo: nelle scuole come negli ospedali si spreca quasi la metà dei pasti forniti e pagati dalle amministrazioni pubbliche. I risultati della campagna milanese sono stati molto buoni: hanno aderito 65 scuole e 750 classi, per un totale di 15mila sacchetti distribuiti, e così sono stati recuperati 10mila panini, 9mila frutti e mille dessert. Adesso si pensa di estendere la campagna anche ai ristoranti e alla gastronomia.

PATTO DEI SINDACI A MILANO –

Una volta tanto, dunque, l’Italia può presentarsi come un’avanguardia nelle politiche di condivisione tra cittadini e amministrazioni. E una volta tanto non siamo in fondo alla lista: a fronte dei 400 euro di spesa sprecati a Milano, ci sono i 500 euro di Parigi e i 650 di Londra. Un solo consiglio agli amministratori milanesi: se non lo hanno già fatto, diano uno sguardo attento alla lotta agli sprechi alimentari nelle città della Danimarca. È un modello vincente.

PER APPROFONDIRE: Lotta allo spreco di cibo, così la Danimarca è leader mondiale

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