Ma è indispensabile maltrattare i maiali per fare un buon prosciutto?

Mutilazioni precauzionali senza alcuna anestesia. Sovraffollamento e sporcizia. E alla fine morti orribili che si potrebbero evitare

maltrattamento maiali in allevamento per prosciutto
L’Italia è una delle patrie del prosciutto: se ne producono almeno 11 tipi pregiati, da quello di Parma al San Daniele. E tutto grazie agli allevamenti di maiali che però spesso vengono sprecati con maltrattamenti e torture che si potrebbero facilmente evitare. Fece scalpore, qualche anno fa, un’inchiesta di Animal Equality e di altre organizzazioni animaliste che, attraverso i video con  immagini davvero sconvolgenti, documentavano le autentiche torture dei maiali in Europa e in altre parti del mondo. Da allora, le norme, specie nei paesi dell’Unione europea, sono diventate più stringenti, ma i maltrattamenti dei maiali continuano a essere molto frequenti. Secondo l’Istat, infatti, il 77 per cento dei maiali in Italia si trovano in allevamenti con una capienza superiore ai 2mila animali. E in Europa si calcola che quasi 3 miliardi di suini sono sottoposti puntualmente a diverse torture. Tra le più frequenti ci sono:
  • Sovraffollamento:   la mancanza di spazio porta a stress, frustrazione, comportamenti anomali (come l’autolesionismo o il mangiarsi a vicenda), e aumenta il rischio di malattie. Il sovraffollamento può anche causare lesioni fisiche degli animali, a causa degli spazi angusti.
  • Gabbie e recinti stretti: in alcune strutture, le scrofe (le maiali femmine) vengono rinchiuse in gabbie di gestazione troppo piccole per permettere loro di muoversi. Queste gabbie sono così strette che gli animali non possono nemmeno voltarsi.le sofferenze fisiche e psicologiche dei maiali sono enormi, e la costrizione impedisce agli animali anche  di interagire con i propri cuccioli in modo naturale.
  • Mutilazioni senza anestesia: taglio della coda ( per evitare che i maiali si prendano a morsi tra di loro), taglio delle orecchie (per ridurre il rischio di ferite e di infezioni), taglio dei denti (per evitare che i maiali si facciano male tra di loro o possano ferire).
  • Alimentazione artificiale:  in alcuni casi, i maiali vengono nutriti in modo da accelerare la crescita e la produzione di carne. Questo tipo di alimentazione, combinato con la mancanza di movimento, può portare a obesità, malformazioni, disturbi metabolici e altri problemi di salute.
  • Igiene scadente: i maiali vivono in ambienti sporchi, con escrementi che si accumulano, creando un ambiente malsano. La sporcizia e la mancanza di pulizia favoriscono la diffusione di malattie, che possono essere trasmesse facilmente tra gli animali. Inoltre, l’ambiente sporco contribuisce al disagio psicologico dei maiali.
  • Uccisione cruenta:   in alcune strutture, la morte dei maiali avviene in modo traumatico e senza un adeguato stordimento, causando loro dolore e sofferenza. Al contrario, la  pratica di uccidere gli animali senza un’adeguata anestesia o stordimento è una preoccupazione etica in molte macellerie industriali.

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