Crisi del circo - Non sprecare
Questo sito contribuisce all'audience di

Gli animali via dai circhi con una legge chiara (foto). E non con il solito “cambiare tutto per non cambiare nulla”

Non si possono fare norme generiche per un "graduale superamento degli spettacoli con animali nei circhi" solo per compiacere, in clima elettorale, milioni di italiani indignati per i maltrattamenti medioevali di tigri, scimmie e tante altre specie. Il settore è in una crisi tombale, e la soluzione ci sarebbe. È scolpita in una ricerca del Censis

di Posted on
Condivisioni

CRISI DEL CIRCO

Bisognerebbe essere più seri, rispetto ai nostri parlamentari, per prendersi cura davvero degli animali e delle persone che lavorano attorno a quei baracconi obsoleti del maltrattamento quotidiano delle bestie, chiamati circhi. Lo dico sapendo bene che una soluzione per eliminare questo scandalo (riconosciuto anche dal ministro competente in materia, Dario Franceschini) e questo gigantesco spreco di vite e di risorse (anche finanziarie), non può avvenire nello spazio di un minuto, dalla mattina alla sera. Ma non serve neanche una legge, come quella approvata al Senato e in attesa del sì definitivo della Camera, ispirata allla furbizia gattopardesca del “tutto cambia affinchè nulla cambi”. Il trucco è evidente nelle pieghe e negli emendamenti del testo. L’eliminazione è genericamente definita “graduale“: della serie domani, dopodomani, o anche mai. Serve una scadenza certa e definita (tre anni, come propone la Lav?) con un percorso chiaro che, ovviamente, non mandi nessuno dei lavoratori del settore in mezzo alla strada. Inoltre la legge, in una versione così ambigua, rimanda ai soliti decreti attuativi, nei quali i burocrati ministeriali potranno scrivere tutto e il contrario di tutto. E intanto, ultima beffa, i circhi potranno continuare a comprare animali per metterli insieme ai 2mila che già affollano queste specie di carceri. Inutile dire che tanta ambiguità in Parlamento (al Senato questa non-legge è stata approvata a larghissima maggioranza) è legata a un solo obiettivo: conquistare consensi elettorali tra gli italiani, e le tante associazioni, che davvero amano gli animali. Ma nel frattempo tutti sappiamo bene che gli animali nei circhi continuano a essere maltratti e i crichi continuano a essere loro stessi moribondi.

LEGGI ANCHE: Stop agli animali nei circhi, il disegno di legge del governo italiano

CIRCO IN CRISI IN ITALIA

A fare il punto su questo piccolo ma osceno spettacolo dell’Italia alla deriva ci ha pensato il Censis, con la prima ricerca completa sulla situazione dei circhi in Italia, commissionata, non certo per pura coincidenza, dalla Lav, l’associazione per la lotta per i diritti degli animali.

CIRCHI CON ANIMALI IN ITALIA

Che cosa ci dice il Censis? Guardando i numeri, si scopre che a crollare è l’intero sistema circense. Dal 2010 al 2015, ma di certo questa tendenza si è consolidata anche negli anni successivi, tutto è diminuito. Il numero degli spettacoli, scesi dell’11 per cento (da 17.100 a 15.142), gli stessi spettatori, con un meno 5 per cento. E innanzitutto gli incassi: con percentuali catastrofiche di crollo, dal 58 per cento nel Nord Est al 45 per cento nel Centro e al 13 per cento nel Sud e nelle isole.

Si può uscire da questa crisi profonda? Salvando uomini, spettatori e animali? La rotta indicata dal Censis è molto chiara e c’è da augurarsi che qualcuno nel governo prenda appunto.  La crisi dell’attività circense è strutturale, e comprende anche una serie di costi diventati insostenibili. A partire dalla spesa per il mantenimento degli animali.

Pensate l’assurdo e lo spreco evidente: abbiamo già deciso che gli animali devono essere eliminati dai circhi, abbiamo preparato una legge che scolpisce questo principio e stiamo perdendo tempo (mesi, anni) per approvarla in modo definitivo. Intanto 2mila animali tra domestici ed esotici soffrono, i titolari di 88 circhi in Italia rischiano di chiudere o di fallire (anche per le spese per mantenimento, cura e trasporto degli animali) e gli spettatori stanno fuggendo in massa da questo spettacolo che diventa sgradito quando sfrutta e maltratta in modo evidente gli animali, come segnalato, tra l’altro, da diverse sentenze dei tribunali in tutta Italia.

ABOLIZIONE CIRCO CON ANIMALI IN ITALIA

Per uscire dal tunnel bisognerebbe approvare rapidamente la legge che riforma il settore circense, e prevedere dei percorsi di ricollocamento degli animali che escono dal perimetro dei circhi italiani (mica qualcuno li vorrà portare al macello?), come appunto suggerisce il Censis. Per esempio: una parte dei risparmi dei soldi che lo Stato spende per i controlli igienico-sanitari sugli animali nei circhi, una volta eliminato a monte il problema, potrebbero essere destinati alla voce dei fondi pubblici per i Centri di accoglienza degli animali abbandonati. Oppure si potrebbe, per questa specifica funzione, attingere alle risorse dei Fondi agricoli europei per l’agricoltura, visto che salvare animali significa salvaguardare e migliorare la biodiversità. Infine, si potrebbe prevedere un contributo speciale, in occasione dell’approvazione della legge, per sostenere i proprietari dei circhi nell’attività di dismissione degli animali.

Cose non semplicissime, ma possibili. E anche non troppo pesanti sul piano della finanza pubblica, visto che in fondo stiamo parlando di 2mila animali e non di chissà quali numeri. E i circhi italiani? Per tornare a vivere dignitosamente e per riscoprire la loro funzione devono modernizzarsi, prendendo esempio da paesi civili dove questo percorso è già avvenuto. Come la Francia, la patria del Cirque du Soleil, un successo mondiale e longevo dello spettacolo circense, anche in Italia. Un successo maturato senza maltrattare animali.

SALVARE GLI ANIMALI DAI MALTRATTAMENTI

Corrida e morte, è ora di chiudere un rito barbaro, detestato dai giovani spagnoli

Animali abbandonati, uno scempio molto diffuso. Così possiamo aiutarli a non morire

Animali che rischiano l’estinzione, più della metà delle specie sono in pericolo (foto)

Effetto Palla Onlus, l’associazione che salva, cura e ama gli animali abbandonati della Clinica Due Mari di Oristano

Naoto Matsumura è l’eroe del Giappone: è restato a Fukushima per salvare gli animali (Foto e Video)