A Tokyo la libreria aperta h24 dove si cerca di vincere la solitudine 

Poco dopo mezzanotte Takumi esce dalla stazione ferroviaria di Ōtsuka con lo stesso gesto che compie quasi ogni giovedì, non ha davvero bisogno di un libro, potrebbe prendere il treno fino a casa, impiegare quaranta […]

Libreria illuminata aperta di notte a Tokyo con lettori all’interno

Poco dopo mezzanotte Takumi esce dalla stazione ferroviaria di Ōtsuka con lo stesso gesto che compie quasi ogni giovedì, non ha davvero bisogno di un libro, potrebbe prendere il treno fino a casa, impiegare quaranta minuti e andare a dormire. Invece attraversa la strada ed entra nella libreria Yamashita Shoten Ōtsuka. Il rumore della porta automatica è sempre lo stesso, le luci sono bianche, uniformi, l’odore della carta appena stampata si mescola a quello del caffè in lattina che qualcuno ha appena comprato al distributore fuori. Takumi prende un manga appena uscito dagli scaffali delle novità, lo apre, legge due pagine, lo rimette a posto.

In realtà sta osservando, non in modo invadente, ha imparato che a Tokyo fissare le persone è quasi una scortesia. Guarda di sfuggita. C’è una ragazza con uno zaino da università che confronta due romanzi. Un tassista ancora in divisa che sfoglia una rivista di baseball. Un uomo anziano che compra il giornale del mattino appena arrivato. Per qualche minuto ha l’impressione che tutti siano lì per lo stesso motivo: rimandare il ritorno a casa.

Una sera nota un ragazzo più o meno della sua età davanti allo scaffale della fantascienza. Lo rivede la settimana successiva. E quella dopo ancora. Cominciano a riconoscersi, niente parole, solo un piccolo cenno con la testa quando si incrociano vicino alla cassa.

Persone che sfogliano libri in una libreria di Tokyo aperta di notte

Passano altri mesi. Una notte esce un nuovo volume di una serie molto popolare, ed entrambi lo afferrano quasi nello stesso istante. Ridono, ed è la prima volta che si parlano. “Prendilo tu”, dice Takumi. “Grazie”, risponde l’altro. E da quel momento diventano amici, e scoprono di lavorare entrambi nel settore informatico, a pochi isolati di distanza. Ogni tanto, quando i turni coincidono, finiscono per uscire insieme dalla libreria e bere un caffè al konbini aperto tutta la notte. Quando capita una notte particolarmente pesante, ciascuno sa che c’è una discreta probabilità di trovare l’altro davanti allo scaffale della fantascienza.

In una città immensa come Tokyo, a volte basta questo per sentirsi meno isolati. In città tutti la conoscono come “la libreria che non va mai a dormire”. Il negozio Yamashita Shoten Ōtsuka, vicino alla stazione di Ōtsuka, è aperto 24 ore al giorno e vende romanzi, manga, riviste e libri pratici (sui viaggi, la cucina, la salute e il benessere). Piazzata proprio davanti all’uscita nord della stazione JR di Ōtsuka, è pensata soprattutto per pendolari, lavoratori notturni e appassionati di manga e riviste.

Ma a parte che per i libri, un negozio-libreria aperto tutta la notte è diventato quasi un punto di ritrovo per lettori, impiegati che finiscono tardi e persone che vogliono semplicemente sfogliare libri in un momento insolito della giornata. In questo senso, alcuni la descrivono come un posto dove si percepisce la presenza di altre persone, senza dover necessariamente parlare con nessuno, ma dove si ha comunque la possibilità di fare nuove conoscenze. In Giappone esiste un certo valore attribuito a questi “terzi luoghi”: spazi pubblici dove si può condividere l’ambiente con altri pur mantenendo la propria privacy.

Leggi anche

Vuoi conoscere una selezione delle nostre notizie?