Fin quando si parla di un borgo o di un Centro storico, tutto è facile: basta mettere un divieto di circolazione e, zac, il luogo diventa car free. Ma quando una delle più grandi metropoli del mondo, in questo caso Tokyo, diventa una città senz’auto, allora c’è sicuramente un fenomeno da studiare. A partire da un dato: i 37 milioni di abitanti della capitale giapponese hanno una qualità della vita molto alta (nel 2015 un sondaggio della rivista Monocle stabilì che era la “migliore città della Terra dove vivere”) anche perché non conoscono lo stress e lo smog da traffico.
Secondo la società di consulenza Deloitte, solo il 12 per cento di tutti gli spostamenti a Tokyo avviene con vetture private, e le bici sono più usate delle macchine (sulle due ruote avvengono il 17 per cento degli spostamenti urbani). Per il resto c’è una rete di trasporto pubblico molto efficiente, attiva h24, in grado di coprire l’intera area metropolitana e non soltanto i quartieri centrali. Risultato: macchine (quasi) zero.
I fattori principali di questo autentico modello di mobilità sostenibile applicato a una grande città, sono:
- Una rete ferroviaria enorme e capillare
La regione metropolitana di Tokyo ha una delle reti di trasporto pubblico più dense al mondo: treni suburbani, metropolitane e linee private collegano quasi ogni quartiere. Molti spostamenti quotidiani (casa-lavoro, scuola, shopping) si fanno in treno. E la prima ferrovia al mondo ad alta velocità fu inaugurata a Tokyo in occasioni delle Olimpiadi del 1964! - Densità urbana elevata
Tokyo non è una città fatta di grandi periferie a bassa densità come molte città americane. Quartieri con abitazioni, negozi, ristoranti e servizi sono spesso vicini tra loro. Molte necessità si raggiungono a piedi o con pochi minuti di trasporto pubblico. - Parcheggiare è difficile e costoso
Possedere un’auto a Tokyo è meno conveniente che in molte altre metropoli: in molte zone, per immatricolare un’auto bisogna dimostrare di avere un posto dove parcheggiarla. I parcheggi privati sono costosi e lo spazio stradale è limitato. - La gestione dell’auto è costosa e faticosa
Le vetture vanno revisionate ogni due anni, con un costo, per ogni revisione di 100.000mila yen (circa 700 euro), il bollo annuale è mediamente attorno ai 50mila yen (350 euro) ed esiste un’imposta del 5 per cento sul prezzo dell’auto acquistata.
- Le strade non sono progettate solo per le auto
Molte vie residenziali sono strette, con traffico lento e senza grandi arterie che tagliano i quartieri. Questo rende naturale camminare, andare in bici o usare il treno. - Lasciare l’auto parcheggiata di notte è vietatato.
Questa norma risale al 1997 e violarla costa 200mila yen (1.400 euro). Allo stesso tempo molti palazzi giapponesi sono costruiti senza posti auto, e soltanto il 42 per cento dei condomini è dotato di parcheggio, esclusivamente per i residenti.
- La cultura della mobilità è diversa
L’auto in Giappone è spesso vista come uno strumento utile in certe situazioni (famiglie, zone rurali, trasporto di merci), non come un simbolo indispensabile di autonomia. Nella vita quotidiana urbana, il treno è spesso più rapido e affidabile. - Un centro urbano distribuito
Tokyo non ha un unico centro dove tutti devono andare: ha molti poli (come Shinjuku, Shibuya, Marunouchi, Ikebukuro), ciascuno con uffici, negozi e servizi. Questo riduce la dipendenza dall’auto per raggiungere un unico punto centrale.
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