In Libano abolita la pena di morte

Un voto del Parlamento in piena guerra. La pena di morte in vigore ancora in 54 paesi del mondo, con il numero maggiore di esecuzioni in Iran.

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Il Parlamento libanese ha approvato l’11 agosto 2026 l’abolizione della pena di morte. Il Libano diventa così il primo Paese del Medio Oriente e del mondo arabo ad abolire formalmente la pena capitale e le condanne a morte già esistenti vengono convertite in pene detentive.

La decisione è stata presa a larghissima maggioranza e la coalizione politica guidata da Hezbollah non ha partecipato al voto (ma non ha neanche votato contro), uscendo dall’aula al momento dello scrutinio. Con questa legge, in pratica, si modifica un articolo del Codice penale, abrogando l’articolo 43 e sopprimendo gli  articoli 420 e 424 che regolavano la procedura per arrivare alle sentenze capitali.

Il personaggio chiave che ha trascinato il Parlamento libanese a questa storica svolta, che vale tante vite salvate e non sprecate, è stato Abdurramàn (ʿAbd al-Raḥmān) al-Bizri, medico e politico libanese, oggi deputato sunnita per Sidone (Saida). Abdurramàn ha insegnato all’American University of Beirut, è stato anche impegnato nella gestione nazionale della pandemia di COVID-19, in particolare come presidente della commissione nazionale per la vaccinazione e prima di entrare in Parlamento, è stato sindaco di Sidone dal 2004 al 2010 e presidente dell’Unione dei comuni di Sidone-Zahrani. Al-Bizri si è impegnato anche sul controverso progetto di amnistia generale destinato, tra l’altro, ad affrontare il sovraffollamento delle carceri.

La cosa più significativa è che l’abolizione della pena di morte in Libano avviene nel pieno della guerra e crea un precedente importante in tutto il MedioOriente arabo (a marzo del 2026, invece, in Israele è stata ripristinata la pena di morte per impiccagione in caso di reati di terrorismo e solo per i palestinesi).  

Al 31 dicembre 2025 i dati più aggiornati disponibili di Amnesty International, pubblicati nel maggio 2026, fotografano questo scenario mondiale sulla pena di morte: 

  • 113 Paesi l’avevano abolita per tutti i reati.
  • 9 Paesi l’avevano abolita solo per i reati ordinari, mantenendola per circostanze eccezionali.
  • 23 Paesi erano abolizionisti de facto: la pena di morte è ancora prevista dalla legge, ma non effettuano esecuzioni da almeno 10 anni.
  • 54 Paesi la mantenevano legalmente e concretamente come possibilità di punizione. 

Nel 2025 Amnesty ha documentato almeno 2.707 esecuzioni in 17 Paesi (la maggioranza sono state in Iran). È un dato impressionante: +78% rispetto alle 1.518 del 2024 e il numero più alto registrato da Amnesty dal 1981. 

A questi dati ci sono poi da aggiungere le statistiche dei paesi che non forniscono statistiche ufficiali. La Cina, per esempio, , considera i dati sulle esecuzioni un segreto di Stato. Amnesty ritiene che nel 2025 siano state effettuate migliaia di esecuzioni in Cina, ma non è possibile stabilire un numero attendibile. Anche Corea del Nord e Vietnam effettuano probabilmente numerose esecuzioni che non possono essere quantificate.

Fonte immagine di copertina: Wikipedia

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