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Baratto civico: a Milano paghi le multe con un lavoro al servizio della città

Pulisci una strada, un giardino, uno spazio pubblico, ed elimini il debito con l’amministrazione per contravvenzioni e tasse non pagate. Un ottimo esempio di welfare municipale, con reciproci vantaggi per l’amministrazione e per i cittadini.

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LAVORI SOCIALMENTE UTILI AL POSTO DELLE TASSE –

Le multe ci spaventano. E qualche volta, nel caso di famiglie meno agiate, possono davvero rovinare la vita. Senza alcun vantaggio per l’amministrazione che deve riscuotere il credito, perché se uno non può pagare, i soldi non si possono certo inventare. Ecco allora che sta crescendo un’altra possibilità con un reciproco vantaggio, del cittadino e del comune, in base alla quale, invece dei contanti, per saldare il proprio debito il multato utilizza il lavoro.

Finora erano stati solo piccoli comuni, apripista del fenomeno, a introdurre la possibilità del baratto civico. Uno scambio virtuoso tra il cittadino e l’amministrazione locale. Adesso per la prima volta ci prova una grande città, Milano, che dal 1° gennaio 2016 ha introdotto una nuova possibilità: un cittadino che non può pagare multe o tasse locali con denaro contante, viene messo in condizione di estinguere il proprio debito con lavori socialmente utili per la città. Pulizia di strade, edifici, uffici pubblici. Ma anche manutenzione di viali e giardini e interventi di decoro in aree degradate.

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BARATTO CIVICO MILANO –

Ovviamente, per il momento, l’accesso a questa opzione viene riservato ai cittadini che sono in grado di dimostrare le loro difficoltà finanziarie se non un vero e proprio stato di indigenza. Inoltre, per chi ha voglia di rimboccarsi le maniche, ci sarà anche un valore minimo, quasi simbolico, da rimborsare.

Il provvedimento presenta molti vantaggi. Intanto siamo di fronte, a proposito di economia della condivisione, a uno scambio positivo tra cittadini e pubblica amministrazione. Il comune ha il vantaggio di gestire alcuni servizi sociali che non è in grado di reggere né in modo diretto né tramite le solite cooperative, per mancanza di fondi pubblici. Risparmia e fa il suo dovere di fronte alla comunità. Il cittadino, invece, che spesso si sente vessato dall’amministrazione pubblica, e rischia anche un contenzioso legale fino al sequestro dei suoi beni, vede finalmente una via d’uscita possibile e praticabile. Con uno sforzo neanche eccessivo e con una buona esperienza di senso civico.

WELFARE MUNICIPALE –

Infine, con questa formula trova concretezza il welfare municipale. Ne sentiremo parlare molto in futuro, e ci sarà sempre più bisogno di integrazione tra pubblico e privato e di un’azione di volontariato che possa alleggerire la spesa pubblica senza togliere servizi ai cittadini. L’esperimento di Milano merita di essere ripreso in tutte le grandi città italiane.

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