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L’assurdo spreco di cibo: come uscirne

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“Si apre oggi a San Patrignano la quinta edizione di “Squisito!”, rassegna enogastronomica dedicata alla qualità nel mondo del cibo e delle produzioni agroalimentari. L’argomento che affronteremo quest’anno, è riassunto nel titolo “Semplicemente qualità”, che racchiude il concetto stesso di ciò che noi intendiamo debba essere l’alimentazione sulle nostre tavole. Raffinatezza, creatività, maestria non possono fare a meno, in cucina, dell’apporto di materie prime selezionate in modo accurato e, soprattutto, di alimenti legati alla salute, al territorio e alle stagioni. Il cibo, nei Paesi del benessere, non è più necessario per la sopravvivenza. E, proprio per questo, il rapporto con esso assume a volte caratteristiche malsane. Mi riferisco ai problemi di sovrappeso, che riguardano un bambino su tre, dovuti a cattive abitudini alimentari e sedentarietà. Ma anche alle problematiche legate a bulimia e anoressia che riguardano la fragilità emotiva dei ragazzi e con cui, sempre più spesso, abbiamo a che fare in comunità. Di contro, siamo un Paese in cui lo spreco di cibo è divenuto un vero problema economico e sociale. Con quello che gli italiani scartano ogni anno si potrebbero sfamare 44,5 milioni di persone, mentre a Pasqua un terzo degli alimenti sono finiti nel pattume. Mangiare meno mangiare meglio ha secondo noi un connotato prettamente educativo.  Significa dare un valore a ciò che è sulla tavola, all’attenzione e alla cura che c’è dietro, in cucina e nei campi, alla salute che ci deve costringere a cercare il massimo di qualità nei prodotti e al migliore dei prezzi. Ma vuol dire anche rispetto per ciò che troviamo sulla nostra tavola. In comunità, ogni ragazzo deve mangiare tutto ciò che ha richiesto a colazione, pranzo e cena, molto o poco che sia. E’ una piccola grande regola che ci insegnavano i nostri nonni e che mio padre e mia madre ci hanno trasmesso. Una lezione dimenticata, ma da cui dobbiamo ripartire. Insieme ai prodotti della terra lasciati a marcire nei campi per mantenere alti i prezzi e a cibi ancora ottimi lanciati nella spazzatura, bruciamo ogni anno il 3% del nostro Pil. Lo dice il rapporto dell’Università di Bologna. Non possiamo continuare a farlo. Dobbiamo invece  cambiare i nostri comportamenti, educare i nostri ragazzi a stili di vita diversi da quelli dell’iperconsumo. La tavola è un ottimo posto per cominciare a farlo e a Squisito! si può scoprire come è possibile nutrirsi un po’ meno, ma meglio. Molto meglio.”

 

Andrea Muccioli