La crisi non frena il caro-spiaggia Quest'anno +4,4% | Non Sprecare
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La crisi non frena il caro-spiaggia Quest’anno +4,4%

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L’anno scorso la crisi economica ha colpito con durezza solo dalla fine dell’estate in poi, per cui la stagione delle vacanze e’ stata ancora all’insegna del relativo benessere pre-recessione; anche la politica del prezzi in spiaggia, negli alberghi e nei ristoranti delle localita’ marittime e’ stata da Paese opulento (che l’Italia lo fosse davvero o no) con tutti i listini ai record storici. E invece quest’anno, nel pieno della crisi, i prezzi delle vacanze al mare sono forse in regresso, o almeno in stasi? Ma neanche per idea: gli operatori del turismo sono fermamente convinti che di fronte alla recessione non ci sia niente di meglio che alzare i prezzi. E cosi’ fanno.

L’associazione Federconsumatori, e in maniera indipendente La Stampa, hanno svolto due rilevazioni (da punti di vista differenti) per vedere come stanno andando le cose. L’associazione di consumatori ha prodotto una tabella che confronta il budget medio necessario a una famiglia di 4 persone per trascorrere una settimana al mare in Italia, osservando la variazione nel tempo durante gli ultimi 3 anni; mentre La Stampa ha messo a confronto le spese per due persone in 6 diverse localita’ marine distribuite dal Nord alla Sicilia. Diciamo subito che Federconsumatori ha calcolato un totale generale in crescita dai 2.920,00 euro nel 2007 ai 3.104,40 nel 2008 e ancora in salita a 3.242,29 euro in questo 2009; dall’anno scorso a oggi c’e’ stato un pesante +4,4% ma non vi preoccupate, non lo troverete registrato dall’indice di inflazione, perche’ la media dei vari +4, +5, +10 eccetera sommati fa sempre +2 o +1 per cento o anche meno. Ormai capita cosi’ dal 2001 e ben difficilmente le cose cambieranno.

L’associazione di consumatori ha rilevato una sola voce in calo negli ultimi 12 mesi: quella per la benzina e il gasolio. Mediamente l’anno scorso, quando il petrolio costava quasi 150 dollari al barile, una famiglia spendeva in carburante 77,50 euro per andare al mare e 77,50 per tornare, mentre ne spende 65 piu’ 65 quest’anno col barile che costa meno della meta’. Purtroppo i pedaggi autostradali e le eventuali spese lungo il tragitto per bibite e panini, nel frattempo rincarati, si mangiano una parte del risparmio, inoltre i listini dei distributori di carburante in questi giorni si sono rimessi a correre e rischiano di azzerare il piccolo vantaggio che c’era. Comunque e’ giusto riconoscere che i prezzi di benzina e gasolio sono gli unici che vanno su ma anche giu’, mentre tutti gli altri guidano a senso unico, come mostrano le spese per l’albergo (+5,4%), lo stabilimenti balneare (+3,7%), le escursioni (+6,1%), gli sport e i divertimenti (+5,9%), i ristoranti (che addirittura sfiorano un rincaro del 10%) e i pub (+4,3%).

Il sondaggio svolto dalla Stampa non ha pretese di sistematicita’ ma mette a confronto le spese che affrontano due persone per andare al mare ad Alassio, a Rimini, a Viareggio, al Lido di Ostia, a Vieste (sul Gargano) e a Siracusa. Va nello specifico perche’ ad esempio anziche’ riportare il conto di un intero pasto al ristorante evidenzia le spese per un pranzo leggero consumabile vicino alla spiaggia, come un antipasto di mare, un primo, un contorno (che per molti in queste circostanze sostituisce il secondo) o un’insalatona (che puo’ sostituire il pasto intero). Per scrupolo e precisione si sono riportati non solo i nomi delle localita’ ma anche quelli dei singoli bagni, ristoranti e alberghi, perche’ la variabilita’ dei prezzi ne e’ fortemente influenzata e in ogni posto si possono trovare soluzioni piu’ o meno care di quelle indicate.