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La crescita economica? Osservate lindustria dei nuovi elettrodomestici che non sprecano corrente elettrica

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Il 2012, dicono i pessimisti in netta maggioranza, sarà un anno peggiore del 2011: recessione e bassa domanda nei consumi. Il 2012, dicono gli ottimisti in netta minoranza, sarà l’anno della ripresa, con le economie locomotive del mondo che torneranno a trainare l’intero pianeta. Non azzardo previsioni che spettano agli economisti e nessuno può nascondere la pesantezza, specie per le fasce più deboli,  di questa curva con la storia che stiamo vivendo, ma di una cosa sono abbastanza sicuro: la crescita economica di cui abbiamo bisogno come l’ossigeno per respirare, passa, tra le altre cose, per un rilancio dei consumi, che però non possono essere quelli dello scialo sprecone e inefficiente. E mi spiego partendo da una tipica categoria di consumi legati all’industria, all’innovazione e innanzitutto agli stili di vita: gli elettrodomestici.

Se date uno sguardo attento alle varie proposte commerciali, quelle che prima di Natale sono arrivate a pioggia sui giornali, in tv, e nei punti vendita, scoprirete che in tutto il mondo capitalista l’offerta di nuovi elettrodomestici, e quindi la proposta di nuovi consumi, si fonda su due parole d’ordine, ed entrambe iniziano con la lettera erre: risparmiare (energia) e ridurre (sprechi). Un televisore Led a basso consumo significa, per esempio, tagliare il costo della bolletta legato all’uso della tv del 60 per cento; una lampadina Osram Parathorm Classic consente un risparmio di corrente elettrica del 90 per cento; un frigorifero di classe energetica superiore si traduce in un dimezzamento dei consumi elettrici necessari per conservare il cibo e le bevande a una temperatura corretta. In pratica, guardando ai prodotti di ultima generazione dell’industria degli elettrodomestici, siamo in presenza di un autentico cambio di paradigma con l’innovazione tecnologica e il design, abbinati al risparmio e al non sprecare, che dettano la linea. Mi chiederete: ma abbiamo i soldi per fare questi acquisti e dunque per rilanciare i consumi? Vi rispondo: sì, se magari riusciamo a non sprecarli con acquisti compulsivi e se le aziende si decideranno a offrire un rapporto sostenibile tra qualità e prezzi dei prodotti. E in ogni caso, è questa la frontiera dalla quale passa la nuova crescita, il nuovo sviluppo, i nuovi consumi. Lo hanno capito molto bene i cinesi, in casa loro e in versione conquistatori del mondo. Ho appena visto un frigorifero molto elegante, con design italiano e dunque a prova di qualsiasi concorrenza, e molto efficiente sul piano del risparmio energetico. L’azienda che lo produce si chiama Haider, un colosso cinese, numero uno al mondo nel settore degli elettrodomestici, che sfida, e talvolta piega, concorrenti come Electrolux, Bosch e Siemens, non solo sul piano del basso costo del lavoro ma innanzitutto, ormai, sul piano dell’innovazione. E indovinate dove si produce questo gioiello dell’industria dell’elettrodomestico? In Italia, e precisamente a Campidoro, in provincia di Padova, dove i cinesi hanno acquistato, già alcuni anni fa, uno stabilimento italiano che considerano la loro piattaforma per la conquista di quote di mercato in Europa. Per il gigante Haider, e anche per chi ci lavora, la recessione è già passata.