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La Coca Cola non piace più. E i giovani preferiscono bevande naturali

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Perchè la Coca Cola e la Pepsi non piacciono più? La crisi delle vendite di queste bevande analcoliche con le bollicine, simboli dei consumi alimentari fino a qualche tempo fa, sembra irreversibile. Le vendite di Coca, Pepsi e Dr. Pepper in America sono crollate durante l’interno 2012 e perfino nel mese di dicembre, quando i consumi di queste bevande si accentuano. La caduta è verticale e generalizzata, con volumi di vendite ridotti, soltanto nel mese di dicembre, attorno al 5 per cento.

In un primo momento le grandi multinazionali delle bollicine avevano pensato che la crisi fosse transitoria, e legata alla recessione in atto: da qui il tentativo, fallito, di recuperare i margini dei ricavi attraverso un aumento del prezzo. In realtà, il crollo di questo tipico consumo dell’America malata di obesità e di cattiva alimentazione, indica un cambio più strutturale degli stili di vita. Sono proprio le nuove generazioni, forse convinte dalla pesante campagna d’opinione (primo sponsor Michelle Obama) in atto, ad avere voltato le spalle a Coca, Pepsi e Dr. Pepper. Alle bevande considerate ipercaloriche e poco naturali, i giovani americani sembrano preferire caffè, tè e succhi di frutta. Un nuova dieta alimentare, insomma, e non una semplice e ciclica contrazione dei consumi.

La conferma di questo scenario arriva dalle contromisure messe in campo dalle multinazionali delle bollicine per affrontare di petto la caduta verticale dei ricavi. La Coca Cola ha appena acquistato, per esempio, il gruppo Zico, un importante produttore di bevande a base di latte di cocco, sulle quali intende investire milioni di dollari per una massiccia campagna di marketing. La Pepsi, invece, sta investendo sul suo marchio Naked, quello delle spremute di frutta, le cui vendite sono cresciute del 25 per cento. Sono segnali forti di un cambiamento appena agli inizi, ma una cosa è certa: gli stili di vita alimentari degli americani non saranno più gli stessi.

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