Tra i tanti record negativi dell’Italia c’è anche quello dei morti per amianto: 7 mila decessi all’anno, record europeo.. Questa cifra include non solo i mesoteliomi, ma anche altre patologie asbesto-correlate come i tumori al polmone e l’asbestosi, e la responsabilità principale risiede in quei 40 milioni di tonnellate di amianto che ancora devono essere bonificate. Mentre risale al 1992 una legge nazionale che vietava la produzione e la vendita di questo materiale chiaramente cancerogeno.
Purtroppo il mesotelioma è in crescita, come denuncia l’Osservatorio nazionale amianto (ONA). Con le seguenti osservazioni:
- I dati raccolti dai registri ufficiali e richiamati dall’ONA mostrano che il mesotelioma resta una patologia “sentinella” dell’esposizione ad amianto.
- Il numero di casi storici analizzati supera 37.000 diagnosi tra 1993 e 2021 (dato INAIL ReNaM, spesso citato nei report ONA).
- L’ONA sottolinea che la curva epidemiologica non è ancora finita a causa della lunga latenza della malattia (anche 30–40 anni).
Il mesotelioma è una neoplasia rara, i cui tassi di mortalità però sono ancora altissimi: a tre anni, la mortalità resta attorno al 70-80 per cento, nonostante i progressi fatti dalle terapie a base di monoclonali e radioterapia.
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