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Il cerchio dell’obesita’: troppo tempo davanti alla tv a vedere spot sul cibo che gonfia lo stomaco

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L’obesità dilaga. Secondo gli ultimi dati dell’Istituto superiore della Sanità solo un uomo su tre in Italia ha un peso normale, ma numeri ancora più preoccupanti riguardano i bambini: il 36 per cento di quelli che hanno compiuto gli 8 anni risulta in sovrappeso o obeso. E’ la percentuale più alta d’Europa, anche se l’obesità è una malattia globale, con 155 milioni di bambini in età scolare (pari a 1 su 10) che soffrono per l’eccesso di peso.  Che cosa incide sulla crescita progressiva del fenomeno? I fattori determinanti sono due: la scarsa attività fisica e la cattiva alimentazione, con l’uso eccessivo di merendine e di bibite gassate.

L’obesità, a parte i problemi estetici, mette a rischio la salute per una serie di effetti collaterali che vanno dal diabete all’ipertensione, dall’artrosi alle patologie cardiovascolari. Non a caso, in America, appena arrivata alla Casa Bianca, lady Obama si è ritagliata il ruolo di madrina per le campagne sulla buona alimentazione e sul ritorno a una salutare passeggiata come alternativa all’uso eccessivo dell’automobile e agli stili di vita sedentaria. Ma la battaglia  è molto complicata, anche perché i due aspetti, snack e vite in poltrona o sul divano di casa,  sono molto intrecciati e investono enormi interessi economici. Partiamo dal fatto che camminiamo sempre meno, grandi e piccoli, e soltanto negli ultimi dieci anni abbiamo ridotto questa attività fisica di circa il 10 per cento. Quanto al cibo, in Italia l’80 per cento dei bambini chiede ai genitori di mangiare i prodotti visti in televisione, e dunque è evidente come il piccolo schermo in qualche modo orienti le diete dei nostri figli. E negli spot dei prodotti alimentari passano, per il 70 per cento dei casi, proprio merendine e bibite, ricche di zuccheri e di grassi, che gonfiano lo stomaco e trascinano verso il tunnel dell’obesità. Altri tipi di alimenti più naturali e non dannosi per la salute, per esempio frutta e ortaggi, non arrivano al 2 per cento della torta pubblicitaria del settore alimentare. Per quanto riguarda invece la dieta, le ricerche degli esperti dimostrano che nelle case degli italiani è corretta durante gli orari canonici della prima colazione e del pranzo, mentre le cose cambiano radicalmente nel pomeriggio o la sera quando i bambini si piazzano davanti al televisore. E’ in quel momento che, nel 78 per cento dei casi (quindi quasi sempre) i nostri figli ingoiano patatine fritte, merendine e bibite gassate. Ricapitolando: i bambini si gonfiano fino all’obesità perché fanno vita sedentaria davanti a quella televisione dove, tra un videogioco e un programma, si piazzano per ore intere ingoiando, con il cibo, anche gli spot dei prodotti molto grassi che poi fanno acquistare ai loro genitori per riempire i frigoriferi in casa. E così il cerchio dell’obesità si chiude.