Questo sito contribuisce all'audience di

I grandi felini a rischio

di Posted on
Condivisioni

IN MOLTE parti d’Africa, i ricavi dai “trofei di caccia” vengono utilizzati per opere di conservazione delle stesse specie cacciate o di altre in pericolo di estinzione. Ma cio’ non succede ovunque e in Tanzania, ad esempio, uno dei Paesi dove la caccia ai grandi felini e’ piu’ attiva che altrove, il numero degli animali che viene cacciato non porta alcun beneficio ai propri simili. Questo perche’ il numero di individui e soprattutto l’eta’ degli animali venduti ai cacciatori di trofei non sono quelli che dovrebbero essere per avere ricadute benefiche. Questo e’ il risultato di una ricerca sui leoni e sui leopardi africani realizzata dalla Minnesota University e pubblicata su Conservation Biology.

Nel Paese dei grandi parchi, infatti, il numero di uccisioni di felini ammonta a 500 leoni e 400 leopardi all’anno su un territorio di circa 300.000 km quadrati. Cio’ equivale a circa 1,67 leoni per 1.000 km quadrati e a 1,3 leopardi per 1.000 km quadrati. L’idea prevalente vuole che il ricavo dall’uccisione di questi animali permette di salvaguardare il futuro della popolazione globale delle specie. Ma questi numeri si trovano solo sulla carta perche’ secondo Craig Parker, direttore della ricerca, la quantita’ di leoni e’ scesa del 50% tra il 1996 e il 2009, mentre nelle zone turistiche dove e’ vietata la caccia il numero dei felini e’ rimasto invariato. “C’e’ una sola spiegazione al fenomeno – ha detto Parker – ed e’ il fatto che il numero di animali che vengono uccisi e’ superiore a quello che si dichiara ufficialmente”. La soluzione prospettata dal ricercatore e’ quella di diminuire il tasso di uccisione a 0,5 per i leoni e a 1,0 per i leopardi ogni 1.000 km quadrati all’anno.

Un altro elemento importante da considerare e’ l’eta’ degli animali che vengono uccisi. Attualmente sembra che non si faccia molto attenzione al problema mentre, secondo Parker, “i leoni da uccidere dovrebbero essere solo maschi con piu’ di 6 anni di eta’”. Se si uccidono maschi giovani il nuovo leone che verra’ a contatto con la femmina senza piu’ maschio si vedra’ uccidere i piccoli del padre precedente e il numero di leoni e’ destinato a scendere inevitabilmente. Allo stesso modo solo leopardi superiori ai 7 anni di eta’ dovrebbero essere oggetto di trofeo. E’ vero che per un cacciatore cacciare un giovane maschio di una o dell’altra specie e’ sinonimo di forza e capacita’, ma questo vuol dire distruggere specie gia’ in pericolo.

Teoricamente, sostiene il ricercatore, le leggi tanzaniane vanno gia’ abbastanza bene, ma manca il controllo e dunque in talune aree non vengono applicate. Il problema principale probabilmente sta nell’elevato numero di aree gestite da differenti societa’ addette alla caccia: ve ne sono oltre 150 per 300.000 km quadrati. Alcune piccole societa’ temono di diventare irrilevanti e concedono permessi di caccia oltre ogni numero accettabile.