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Gli orti in citta’: frutta e verdura a chilometro zero

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Verdiana Amorosi   www.greenMe.it

Si chiama “Orto in città” il nuovo portale internet  di spesa biologica a domicilio che consente di scegliere, ordinare e ricevere frutta e verdura fresche direttamente a casa ordinando tutto con un click. 

L’idea è di Marco Giovanzana, un giovane di 27 anni, laureato in Scienze della produzione e protezione  delle piante all’Università Statale di Milano e da sempre attento all’agricoltura bio e a chilometri zero.

La frutta e gli ortaggi ordinati dagli utenti sono infatti di produzione biologica e prodotti in aziende agricole dell’hinterland milanese e la distanza dal produttore al consumatore non supera mai i 20 di chilometri.

Ma c’è di più, perché alla base della filosofia di “Orto in città” c’è la selezione dei prodotti biologici, che devono provenire esclusivamente da aziende agricole certificate secondo il regolamento europeo.

Un’occasione per rilanciare i prodotti del luogo, apprezzarne le caratteristiche e creare così un filo diretto tra contadini e utenti-consumatori, per riscoprire la tradizione che rischia di estinguersi.

Al momento, le consegne  sono previste solo a Milano e dintorni, ma una volta avviato e ben consolidato, il progetto prevede di estendere le consegne anche ad altre zone.

Per fare la spesa quindi, basta visitare il sito www.ortoincitta.it, scegliere la verdura e la frutta desiderata, leggere le informazioni sulle caratteristiche e la provenienza, riempire a piacimento le cassette virtuali (ci sono da 3 kg al costo di 11,50 euro o da 6 kg da 23 euro) ma anche miele e marmellate e aspettare che arrivi una mail di conferma, con la data e l’ora della consegna. Da notare come anche i prezzi siano onesti e bilanciati in quanto Orto in Città si impegna a riconoscere ai produttori il valore del lavoro ma contemporaneamente un prezzo equo al consumatore, comprensivo di spese di trasporto e consegna, che può essere così basso grazie proprio alla riduzione dei passaggi della filiera.

Facile e conveniente, no?