Giovani e politica: mille Renzi e Cattaneo per fare la differenza tra passato e futuro | Non Sprecare
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Giovani e politica: mille Renzi e Cattaneo per fare la differenza tra passato e futuro

Quanti Renzi e quanti Cattaneo esistono in Italia? Tanti, tantissimi. Saranno loro a dirci se avremo alle prossime elezioni una reale concorrenza tra centro-sinistra e centro-destra

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I giovani e la politica: una grande opportunità per modernizzare il Paese e per migliorare la qualità della classe dirigenti, oggi molto screditate, in entrambi gli schieramenti, nel centro-sinistra e nel centro-destra. Un’opportunità da non sprecare, anche perché spingerebbe tanti ragazzi a essere meno pessimisti sul futuro dell’Italia. Nel centro-sinistra la scommessa di Matteo Renzi, con tutte le sue incognite, ha già prodotto un terremoto e un salto generazionale in termini di classe dirigente. Il vento, anzi l’uragano, che soffia al centro e nella periferia del Pd passa e passerà in tutte le regioni del Paese. E chiunque ha girato l’Italia, guardandola da vicino, dal basso, e non dalle stanze dei bui palazzi romani, sa bene che non mancano, e sono in campo, tanti, tantissimi amministratori locali, non solo sindaci, di valore, radicati nella società che rappresentano, e forniti di capacità e di passione politica. Oggi per loro c’è più spazio, nel centro-sinistra, laddove finora queste energie vitali, queste potenzialità, erano bloccate dalla rigidità delle nomenclature del centro-sinistra e da una certa tendenza a non dare un centimetro di potere a nessuno, se non ai soliti noti.

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Nel centro-destra le cose sono più complesse, e decisamente in ritardo, nei confronti del centro-sinistra e del relativo rinnovamento dei gruppi dirigenti. Sarebbe lungo, e ripetitivo rispetto a quello che raccontano le cronache quotidiane, fare il riassunto dei problemi del centro-destra. Diciamo, per semplificazione, che i partiti del centro-destra scontano ancora la mancanza di una chimica interna in base alla quale i gruppi dirigenti si selezionano nel fuoco della lotta politica e attraverso meccanismi di regole e di democrazia interna, e non per semplice cooptazione o per investitura dall’alto. Però anche nel centro-destra le scosse telluriche si ripetono a ritmo frequentissimo e solo lo sguardo dei ciechi non vede il nuovo, non il nuovismo, che avanza.

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Se volete un nome, ne forniamo uno per tutti: si chiama Alessandro Cattaneo, primo cittadino di Pavia. Ha 35 anni, è il sindaco più amato dagli italiani, ha già mostrato energia e vitalità politica ed è in campo nel nuovo quartiere generale, un cantiere aperto, del centro-destra. Quanti Renzi e quanti Cattaneo esistono in Italia? Tanti, tantissimi. E senza gonfiare di inutile retorica il valore politico dei primi cittadini, abbiamo già archiviato la vaporosa stagione del “partito dei sindaci”, saranno loro, i cento, mille Renzi e Cattaneo, a fare la differenza tra il passato e il futuro, e saranno loro a dirci se avremo alle prossime elezioni una reale concorrenza tra centro-sinistra e centro-destra non solo in termini di voti, ma anche in termini di nuova e fresca classe dirigente.