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Genuino clandestino

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L’agricoltura contadina e’ a rischio d’estinzione: in Europa scompare un’azienda agricola al minuto, ai giovani manca l’accesso alla terra, i piccoli produttori non hanno potere nella contrattazione del prezzo con la grande distribuzione e ottenere il marchio “bio” per i propri prodotti richiede una spesa che e’ spesso superiore ai 3.000 euro.Contro l’agricoltura del business e della speculazione, stanno nascendo a livello europeo e italiano iniziative volte a promuovere e sostenere le piccole realta’ contadine locali.

E’ il caso dell’associazione Campi Aperti, che raccoglie una trentina di aziende agricole bolognesi, il cui obiettivo e’ quello di svincolarsi dal giogo degli enti certificatori e promuovere piccole produzioni ma di altissima qualita’. Filiera corta, prodotti naturali e rapporto diretto coi consumatori sono le parole d’ordine. Per meglio supportare la propria battaglia all’agri-business istituzionale, i produttori di Campi Aperti hanno dato luogo nell’ottobre 2009 alla campagna Genuino Clandestino.

Genuino Clandestino promuove l’autocertificazione da parte degli agricoltori dei propri prodotti e si basa sul rapporto di fiducia e di controllo diretto tra produttore e consumatore. La scelta del nome deriva dal fatto che gli agricoltori che vi aderiscono sono considerati illegali per la legge italiana, perche’ utilizzano laboratori non a norma per la trasformazione e non sono iscritti alla camera di commercio, quindi sono “clandestini”.

Secondo Michele Caravita, presidente di Campi Aperti e agricoltore della Valsamoggia, Genuino Clandestino mira a creare relazioni stabili e di trasparenza tra consumatori e produttori, in modo da permettere ai primi di avere prodotti sani e di qualita’ e ai secondi una giusta retribuzione del proprio lavoro. La campagna si rivolge a quei consumatori che sono stanchi di consumare e basta e che vogliono piuttosto essere “consum-attori”, con un senso di responsabilita’ collettiva nei confronti della terra, dei diritti umani, del lavoro, della protezione ambientale.

Genuino Clandestino tutela infatti il rapporto produttore-ambiente, difendendo la qualita’ dei suoli, annullando l’uso di pesticidi e promuovendo una filiera corta che ha i benefici di ridurre l’inquinamento da trasporto e di riconnettere consumatore e produttore nell’atto della scelta e dell’acquisto. La sostenibilita’ in campo alimentare e una corretta ecologia dei consumi non sono traguardi irraggiungibili. Ma per arrivarci, come sostiene Michele Caravita, sono necessarie la riscoperta e la valorizzazione dell’agricoltura locale e su piccola scala e l’educazione a prodotti locali, stagionali, tipici e naturali.