Con la firma elettronica si possono risparmiare soprattutto:
- Carta e stampa: meno documenti da stampare, firmare e archiviare.
- Spese di spedizione: non è necessario inviare fisicamente i documenti.
- Tempo: la firma può essere apposta in pochi minuti, senza spostamenti o attese.
- Costi di archiviazione: i documenti possono essere conservati digitalmente.
- Gestione amministrativa: meno attività manuali di scansione, controllo e ricerca dei documenti.
- Errori e ritardi: i flussi digitali riducono il rischio di documenti persi, incompleti o firmati nel posto sbagliato.
Per le aziende è un meccanismo molto conveniente, come dimostra questo esempio relativo a una società che deve gestire 1.000 contratti all’anno.
Supponiamo che, senza firma elettronica, ogni contratto richieda:
- stampa e carta: 1,50 €
- busta e spedizione: 5 €
- tempo amministrativo per stampa, firma, scansione e archiviazione: 8 €
- archiviazione e gestione fisica: 1,50 €
Costo totale per contratto: circa 16 €
Per 1.000 contratti: 16.000 € all’anno
Con la firma elettronica, ipotizziamo invece un costo medio di 2–4 € per contratto, considerando il servizio di firma e la gestione digitale.
Quindi:
- Costo tradizionale: 16.000 €
- Costo digitale: 3.000 €
- Risparmio: 3.000 € all’anno
- Riduzione dei costi: circa 80%
In più, c’è un risparmio spesso ancora più importante: il tempo. Se un dipendente impiega mediamente 15 minuti per gestire ogni contratto, con 1.000 contratti sono circa 250 ore di lavoro all’anno.
L’unica cosa che non quadra è il costo della firma elettronica, e il fatto che vada rinnovata ogni tre anni con un’ulteriore spesa.
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- Firma digitale remota: in genere circa 40–60 € + IVA per 3 anni. Ad esempio, Aruba indica 45,90 € + IVA per 3 anni.
- Firma una tantum: se devi firmare un solo documento, esistono servizi che fanno pagare circa 7 € + IVA per una singola firma.
- Rinnovo: circa 30 € + IVA per 3 anni.
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