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Due suicidi in carcere in un solo giorno

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A L’Aquila. Si è tolto la vita nel carcere de L’Aquila un detenuto con il regime del 41-bis. Gli agenti della polizia penitenziaria, in servizio presso il super carcere "Le Costarelle" di Preturo, frazione ovest del capoluogo abruzzese, stanno svolgendo le indagini per appurare i motivi che hanno spinto Pietro Salvatore Mollo, calabrese, arrestato per associazione mafiosa, a togliersi la vita. L’uomo, che era nel supercarcere da un mese fa, si è tolto la vita con un lenzuolo legato ad una delle inferriate della finestra della cella. Mollo era stato arrestato a luglio a Corigliano Calabro (Cosenza) assieme ad altre 66 persone, nell’ambito dell’operazione "Santa Tecla", condotta dalla direzione distrettuale antimafia di Catanzaro ed eseguita dagli uomini del Gico della Guardia di Finanza di Catanzaro, in collaborazione con i colleghi dello Scico di Roma e dai Carabinieri del comando provinciale di Cosenza.

 
A Como. Il suicida aveva 31 anni ed era in carcere per scontare una condanna legata alla detenzione e allo spaccio di sostanze stupefacenti. Si è tolto la vita nella sua cella del Bassone di Como. Si chiamava Alessandro Luzzani, in cella dallo scorso settembre. Secondo quanto si è potuto apprendere, l’uomo si sarebbe suicidato mettendosi sulla testa un sacchetto in plastica, uno dei metodi maggiormente utilizzati dai detenuti che fanno questa disperata scelta. L’ultimo episodio accaduto nel carcere di Como risale al maggio scorso, quando a togliersi la vita era stato un 57enne che, più volte finito in carcere, da alcuni giorni aveva iniziato uno sciopero della fame sostenendo di sentirsi perseguitato dalla magistratura.