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Coronavirus, le regole per palestre e piscine. Quando sono ancora aperte

In generale non rinunciate alla vostra attività fisica, con alcune precauzioni. Il sudore non è veicolo di contagio. E in piscina siete al sicuro grazie al cloro

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Premessa:  sui decreti e le norme messe in campo per fermare il contagio del coronavirus non si discute. Si applicano. E anche con estremo rigore. Ciò vale per tutte le attività, comprese quelle fisiche che, specie in periodi di altissimo stress, sono preziose. Dunque, palestre, piscine, saune e bagni  turchi non possono essere frequentate nelle zone di sicurezza (tra l’altro dovrebbero essere chiuse) e dove esistono precise disposizioni da parte delle regioni (come nel caso del Lazo). Qui bisogna rinunciare. Altrove, invece, si può stare tranquilli con le dovute, indispensabili precauzioni: vediamole, una per una nei diversi luoghi dove siamo abituati a svolgere la nostra attività fisica.

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CORONAVIRUS E PALESTRA

Palestra. Gli esperti sono concordi: non esiste alcun motivo per non andare nelle palestre, dove sono regolarmente aperte.  Ciò che conta sono le norme di igiene da applicare con particolare cura da parte del titolare della palestra e da chi la frequenta. Per il primo basta una buona sanificazione della struttura; una buona e costante areazione  la messa a disposizione, nei bagni, nelle docce e negli spogliatoi, dei dispenser con i liquidi igienizzanti; i controlli rigorosi sugli accessi e sulle distanze tra le persone che frequentano la struttura.  Per i clienti, invece, ci sono tre regole essenziali da tenere presente.  Lavarsi bene le mani, prima e dopo l’attività fisica in palestra; evitare di condividere con altri, chiunque, una bottiglia di acqua minerale da sorseggiare; usare bicchieri e tazze monouso in caso di consumazioni al bar.

Poi ci sono le raccomandazioni più specifiche, durante gli esercizi che fate in palestra. Mantenete la distanza di sicurezza, tra un metro e un metro e mezzo, dagli altri frequentatori della palestra. Non abbiate particolari paure rispetto a chi ha usato prima di voi gli attrezzi. Basta non stropicciarsi gli occhi e, magari, portare da casa un proprio asciugamano o un semplice telo. Evitate le sale per l’attività fisica, compresi gli attrezzi, quando sono molto affollate.

Non ascoltate fake news sul sudore e sull’affanno forte: non sono assolutamente veicoli di contagio. Piuttosto c’è una categoria di persone che, per responsabilità e con disciplina, non dovrebbero mettere piede in palestra, specie fino a quando non sarà del tutto esaurita la fase dei contagi. Sono uomini e donne che hanno sintomi influenzali e starnutiscono con frequenza. A loro tocca rinunciare fino a quando questo quadro non sia completamente normalizzato.

CORONAVIRUS E PISCINA

Piscina. Ancora più tranquilla la situazione per chi è abituato a fare la sua attività sportiva in piscina. Nuotando o con l’aquagym. In entrambi i casi non esiste alcuna preoccupazione e per motivi molto ben fondati. In piscina c’è il cloro, capace di distruggere gran parte dei batteri, compreso quello del colera. In secondo luogo la superficie di acqua è talmente vasta che le famose “goccioline” portatrici del virus, nel caso peggiore, andrebbero facilmente disperse. Infine, in piscina è molto facile tenere la distanza di sicurezza tra un metro e un metro e mezzo. Per principio si nuota a distanza uno dall’altro.

E veniamo alle precauzioni. Lavarsi le mani, come nel caso della palestra, e farsi la doccia, prima e dopo la nuotata. Anche in questo caso chi la il raffreddore o sintomi influenzali deve fare la stessa cosa che abbiamo detto a proposito dei frequentatori delle palestre: restare a casa. Tra l’altro, le mucose con il cloro si infiammano, e quindi chi ha solo dei sintomi influenzali dopo una nuotata in piscina corre decisamente più rischi di ammalarsi.

PER APPROFONDIRE: Lavarsi bene le mani, un gesto semplice ma fondamentale per mantenersi in salute

CORONAVIRUS E SAUNA

Sauna e bagno turco. Se in piscina siamo protetti dal cloro, nel bagno turco e nella sauna siamo al sicuro grazie alle temperature e al livello di umidità. Stiamo parlando di un’umidità attorno al 90 per cento (bagno turco) e di temperature attorno ai 40 gradi (sauna): in queste condizioni il coronavirus non ha alcuna possibilità di sopravvivere e di creare contagi. Possiamo perfino rinunciare alla distanza dagli altri, anche perché gli spazi sono piuttosto piccoli, e piuttosto prendiamo qualche precauzione prima della sauna e del bagno turco. Ovvero nello spogliatoio.

REGOLE PER PREVENIRE IL CORONAVIRUS

Spogliatoi. Controllate che le condizioni igieniche siano garantite, e fate attenzioni a due possibili fattori di contagio in questa zona della palestra e della piscina. Gli indumenti, veicoli di trasmissione. Le superfici: il virus qui non ha vita breve, e mentre l’Organizzazione Mondiale della Sanità parla di trenta minuti, molti medici parlano di alcune ore. Tenetene conto.

IL NOSTRO SPECIALE SUL CORONAVIRUS:

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