In Spagna il congedo parentale arriva fino a 19 settimane

Con una totale parità di genere. L'indennità è pari al 100 per 100 dello stipendio.

congedo parentale spagna scaled

Un congedo parentale che arriva fino a 19 settimane (che diventano 32 in caso di famiglie monogenitoriali), con uno stipendio garantito al 100 per 100: il paese europeo e dell’intera Ocse, più avanti nella legislazione per il congedo parentale è sicuramente la Spagna

La legge spagnola prevede che le prime 17 settimane siano obbligatorie e ininterrotte, immediatamente successive al parto. Le altre 2 settimane possono essere assunte in continuità con il periodo obbligatorio oppure interrotte in periodi settimanali (cumulabili e indipendenti) fino a quando il neonato non raggiunge l’età di un anno. 

La retribuzione nel periodo del congedo in Spagna è molto alta. Lo stipendio integrale, durante questo periodo, è pagato interamente dalla previdenza sociale spagnola a una sola condizione: che il genitore abbia pagato un tetto minimo di contributi, variabile sulla base della sua età.

  • Nessun periodo contributivo coperto, per i giovani che abbiano meno di 21 anni alla data di nascita del figlio.
  • Novanta giorni di contributi versati, entro i 7 anni antecedenti al congedo, per i giovani di età compresa tra i 21 e i 26 anni.
  • Centottanta giorni di contributi versati, sempre entro i 7 anni antecedenti al congedo, per i giovani di età superiore ai 26 anni.

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In Spagna, infine, è previsto anche il congedo per allattamento, con una formula che prevede la riduzione dell’orario di lavoro, per consentire un regolare rifornimento del latte materno, fino al nono mese di vita del neonato. In questo periodo, lo stipendio della neomamma, nonostante la diminuzione delle ore di lavoro, non subisce alcuna riduzione. 

In Europa, solo alcuni paesi offrono ai padri un periodo di congedo parentale particolarmente generoso. Tra questi spiccano la Finlandia, la Svezia e la Norvegia. In Finlandia, i genitori possono contare su un totale di 160 giorni da suddividere tra loro come preferiscono. In Svezia, questo tempo sale a 480 giorni, mentre in Norvegia si arriva a 46 settimane complessive, sempre da ripartire liberamente tra mamma e papà. Anche la Germania prevede una forma di congedo flessibile, chiamata Elternzeit, che può durare fino a 14 mesi e che i due genitori possono condividere. Tuttavia, l’ammontare dell’indennità dipende dal reddito di ciascuno. In Francia, invece, il permesso concesso ai padri è più breve: si tratta di 28 giorni, dei quali solo una settimana è obbligatoria.

In Italia, il quadro è meno favorevole e piuttosto articolato. Ai neo papà  spettano obbligatoriamente 10 giorni di congedo retribuito al 100%, da prendere nei due mesi prima o nei cinque mesi dopo la nascita del figlio. È possibile prolungare questo periodo fino a un massimo di sei mesi — o sette, ma solo se almeno tre di questi sono consecutivi — anche in modo non continuativo. In questo caso, però, la retribuzione scende: nei primi tre mesi si riceve l’80% dello stipendio, mentre nei successivi la percentuale si abbassa al 30%. Per le madri, invece sono previsti 5 mesi di congedo, 3 prima del parto e 2 dopo il parto, con una retribuzione garantita pari all’80 per cento di quella precedente alla nascita del bebè.

I vantaggi del sistema spagnolo sono evidenti, e riscontrabili anche dalle statistiche sul lavoro e in generale sull’occupazione. I più significativi sono:

  • I padri usano il congedomolto più di prima, anche perché non è trasferibile
  • uomini e donne stanno a casalo stesso tempo
  • il “costo” per il datore di lavoro è simmetrico
  • meno discriminazione in assunzione e carriere
  • riduzione del cosiddettomotherhood penalty (penalizzazione delle madri)
  • più donne tornano al lavoro dopo la maternità
  • meno interruzioni lunghe di carriera
  • il divario salariale tra uomini e donne si è molto ridotto

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