Coltivare le orchidee non è una cosa che deve spaventare: si può fare sia in caso, sia in spazi esterni protetti. L’importante è garantire alle piante la temperatura giusta, scegliere la varietà più adatta (alcune sono tipicamente da appartamento), annaffiare senza esagerare, fare il rinvaso ogni 1-2 anni, dopo la fioritura.
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Terreno
Il terreno ideale per le orchidee è molto diverso dalla normale terra per piante. Deve essere molto drenante (l’acqua non deve ristagnare), arieggiato (per fare respirare le radici) , leggero e grossolano (per avvicinarsi il più possibile all’ambiente naturale). Un substrato grossolano (pezzi di corteccia, fibre, perlite) crea spazi d’aria tra i materiali, permettendo alle radici di ossigenarsi e fa defluire l’acqua rapidamente dopo l’annaffiatura. Il pH ideale per le orchidee dovrebbe essere leggermente acido, tra 5,5 e 6,5.
Le orchidee tropicali preferiscono:
- 18–25 °C di giorno
- Non meno di 15 °C di notte
- Un po’ di umidità nell’aria (sarebbe utile vaporizzare, con frequenza,leggermente l’ambiente dove crescono le orchidee).
Esposizione
Evitate in ogni modo l’esposizione diretta ai raggi del sole, assolutamente non gradita alle orchidee. Al contrario, l’ideale è mettere l’orchidea vicino a una finestra luminosa con tenda leggera.C’è un modo molto semplice per capire se avete individuato l’esposizione giusta: il colore delle foglie.
In particolare:
- Foglie verde chiaro brillante indicano una luce ottimale
- Foglie verdi scure sono il segno di una luce insufficiente, la pianta cresce lentamente e fiorisce meno
- Foglie giallo-verdi o con macchie bruciate significa che la luce troppo forte
Coltivazione in vaso
La coltivazione più frequente delle orchidee avviene in vaso, con queste indicazioni pratiche:
-
- preferite vasi trasparenti: permettono di controllare lo stato delle radici.
- il vaso deve avere fori di drenaggio sul fondo.
- il vaso deve essere solo leggermente più grande della pianta, le radici amano uno spazio non eccessivo.
- usate un mix arioso e drenante, come per esempio: 70 per cento di pino grossolano, 20 per cento sfagno, 10 per cento perlite o carbone vegetale.
- il rinvaso va fatto ogni 1-2 anni, ma ci sono varietà di orchidee che possono restare nello stesso vaso anche per 3 anni.
Quando fare il rinvaso
Il momento ideale del rinvaso è quando la pianta ha finito di fiorire, quando le radici escono dal vaso o quando il substrato è decomposto, preferibilmente durante la crescita di nuove foglie o radici.
Annaffiature
Per annaffiare bene l’orchidea seguite queste indicazioni:
- Fatelo dopo che il substrato è asciutto: tocca il terriccio o le radici; se sono asciutte al tatto, puoi annaffiare.
- La frequenza tipica è di circa una volta alla settimana in casa, ma dipende da:
- temperatura e umidità dell’ambiente,
- tipo di vaso e substrato,
- stagione (in inverno si annaffia meno).
- Non annaffiate in piena notte: meglio la mattina o all’inizio del giorno per far evaporare l’acqua in eccesso.
Le varietà più adatte per la coltivazione
In Italia, il clima varia dal mediterraneo al temperato, quindi le orchidee più adatte alla coltivazione domestica o in serra sono quelle epifite tropicali o subtropicali che tollerano ambienti interni o stagioni miti.
Queste sono le varietà più adatte:
- Phalaenopsis (orchidea falena)
- Dendrobium
- Cattleya
- Oncidium
- Cymbidium
Le più adatte per la coltivazione in casa sono Phalaenopsis, Dendrobium, Cattleya, Oncidium.
Fioritura
La fioritura spontanea delle orchidee avviene durante la stagione autunnale. La Phalaenopsis (detta anche orchidea farfalla), la più diffusa nelle case e nei negozi in Italia, ha una lunga fioritura, da dicembre ad aprile. Le orchidee Oncidium invece fioriscono da gennaio a marzo, mentre la Cattleya ha una breve fioritura primaverile.
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