Come si recupera il vino che sa di tappo

I tentativi (con esito incerto) per salvarlo, per esempio con la pellicola trasparente. Usi alternativi: fertilizzante, pulizie domestiche e anti-moscerini

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Quando un vino sa di tappo (o anche di muffa, cartone bagnato, cantina umida), purtroppo non c’è un vero modo per recuperarlo: il difetto è dovuto soprattutto al TCA (tricloroanisolo) una molecola estremamente potente che l’olfatto è in grado di intercettare anche in dosi molto basse, che non si elimina semplicemente facendo respirare il vino.

Potete però provare, se il difetto è lieve, a recuperarlo con uno di questi tentativi:

  • Versatelo in un decanter e aspettate 30-60 minuti: può attenuare alcune sensazioni e favorire l’evaporazione di sostanze volatili,  ma non elimina completamente il TCA.
  • Prova un pezzetto di pellicola trasparente in una caraffa: il TCA tende ad aderire al polietilene. Lasciate la pellicola a contatto col vino per qualche minuto, poi rimuovila. È un vecchio rimedio domestico, ma può modificare anche altri aromi e non è una soluzione garantita.
  • Non aggiungere spezie, zucchero o altro: maschererebbero soltanto il difetto.
Potete anche provare, ma si tratta sempre di un tentativo, con una cucchiaiata di olio d’oliva (un rimedio molto antico e diffuso nel mondo dei contadini). Versate l’olio nella bottiglia del vino, scuotete la bottiglie e lasciate riposare il vino per un paio d’ore. Poi levate l’olio con un batuffolo di cotone idrofilo e travasate in vino ina una bottiglia pulita.
Se avete acquistato il vino da poco, in un negozio serio e affidabile, una volta aperto, potete riportarlo al commerciante e ve lo cambierà con un’altra bottiglia. Altrimenti potete usare il vino che sa di tappo come fertilizzante naturale o anche per altri scopi come:
  • Cucinare: è probabilmente l’uso migliore. Però il TCA è abbastanza persistente, quindi può lasciare il difetto nel piatto. Va bene per sughi molto saporiti, brasati o marinature, ma prima farei una piccola prova.
  • Trasformarlo in aceto, usando una madre di aceto di vino. Il risultato potrebbe essere utilizzabile, anche se il difetto di partenza può rimanere in parte.
  • Fare del compost: in piccole quantità potete versarlo nel compost. Non è un fertilizzante particolarmente utile, però gli zuccheri e gli altri composti organici possono essere metabolizzati dai microrganismi.
  • Pulizie domestiche: solo nel caso del vino bianco.
  • Trappola per moscerini della frutta: può funzionare, perché sono attratti dagli odori fermentati. Mettetelo in un bicchiere con una goccia di detersivo per piatti.
  • Cottura di frutta-cipolle: se il difetto è leggero, potete usarlo per sfumare; se è molto marcato, però, sentirete probabilmente il gusto di tappo anche nel risultato.
Il vino tappato non è un vino andato a male né necessariamente pericoloso. È considerato un vino con un grave difetto organolettico: semplicemente non è più piacevole da bere.

Quando un vino sa di tappo, non è tanto che il vino venga rovinato chimicamente in blocco: è soprattutto che alcune molecole, in particolare il TCA, interferiscono pesantemente con la percezione degli aromi.

Succedono principalmente tre cose:

  • Compaiono odori sgradevoli. Il TCA richiama sentori di cartone bagnato, muffa, cantina umida o giornale bagnato.
  • Gli aromi del vino vengono mascherati. Frutta, fiori, spezie e altri profumi diventano molto meno percepibili. È come se mettessi una sorta di “filtro” sopra il profilo aromatico del vino.
  • Il gusto sembra più piatto. Il TCA non deve necessariamente rendere il vino amaro o acido: riducendo drasticamente la componente aromatica, fa sembrare il vino spento, corto e privo di carattere.

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