Il cibo che sprechiamo in casa spesso dipende dagli errori che facciamo con le porzioni: troppo abbondante, e anche decise senza un criterio valido, ma con estrema improvvisazione. Parte da qui lo spreco quotidiano di cibo, che da piatto si trasforma in avanzo, e poi, purtroppo, in rifiuto.
- Anche quando si prepara un pasto all’ultimo momento, è importante non improvvisare, almeno nei dosaggi e di partire da porzioni non troppo abbondanti, tenendo conto dell’intero menù e non soltanto di una singola parte (per esempio il primo o il secondo). In cucina, l’improvvisazione rende anche le porzioni meno precise. Senza un riferimento (numero di persone, ricetta, quantità standard), si cucina “a occhio”, e l’occhio umano tende spesso a esagerare, soprattutto con pasta, riso e contorni. Inoltre, quando si improvvisa, è più difficile bilanciare bene il pasto: magari si prepara un primo abbondante senza considerare che ci saranno anche secondo, frutta, pane, e magari anche un dolce.
- Un buon punto di partenza è capire le quantità reali per persona. Per esempio, per la pasta secca spesso si considera circa 80–100 grammi a persona, per il riso 70–90 grammi, mentre per le proteine (carne o pesce) una porzione media sta intorno ai 120–180 g. Non serve essere rigidissimi, ma usarli come riferimento evita gli eccessi sistematici. E si tratta comunque di valori significativi. In ogni caso, qualora non fossero sufficienti ogni commensale può sempre chiedere di ripetere la sua porzione. Un altro vantaggio è che le porzioni standard ti aiutano a scalare facilmente le quantità. Se cucini per 2, 3 o 5 persone, basta moltiplicare, senza dover ricalcolare ogni volta “a occhio”. Questo riduce errori e variazioni casuali.
- Informatevi sempre, specie se il pranzo è con familiari e amici stretti, dell’appetito dei commensali: se qualcuno ne ha poco, o anche è a dieta, potete ricalcolare le porzioni, e il totale, sulla base di questa esigenza. Ricordatevi che l’appetito non è uguale per tutti e cambia anche da giorno a giorno. Se cucinate solo su una media “standard”, rischi di preparare troppo per chi ha poca fame o troppo poco per chi ne ha molta. Chiedere prima permette di adattare le quantità in modo più realistico.
- Un altro trucco utile è cucinare in base al “piatto finale” e non all’ingrediente singolo. Se sai che ci saranno contorni, pane o antipasti, puoi ridurre leggermente le porzioni principali. Questo evita il classico “ho cucinato troppo perché ho considerato solo il primo piatto”.
- Anche la pianificazione aiuta molto: decidere i pasti della settimana e fare la spesa con una lista riduce gli acquisti impulsivi e ti permette di comprare solo ciò che userai davvero. Più la cucina è improvvisata, più è facile sbagliare le quantità. Un minimo di pianificazione elimina l’acquisto “a caso”: quando sai già cosa cucinerai nei prossimi giorni, compri solo gli ingredienti necessari e nelle quantità giuste. Questo riduce molto il rischio di prodotti dimenticati in frigo o in dispensa che poi scadono. Inoltre ti aiuta a usare meglio gli ingredienti. Se pianifichi bene, puoi “collegare” i pasti tra loro: per esempio cucini una verdura in un piatto e la riutilizzi in un altro nei giorni successivi. Così sfrutti tutto quello che compri, invece di usarlo una sola volta. Infine, un altro vantaggio è il controllo delle porzioni. Sapendo in anticipo cosa mangerai durante la settimana, puoi bilanciare meglio i pasti: se un giorno è più ricco (pasta e poi un secondo piatto), un altro può essere più leggero. Questo evita di esagerare ogni singolo pasto “per sicurezza”.
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