Sprecare l’anguria è molto facile, e avviene in due modi: non siamo stati bravi nell’acquisto (o non siamo stati capaci di conservarla bene), oppure perché non la sappiamo mangiare. Esiste, infatti, un modo classico di mangiare l’anguria (a fette, mordendo la polpa ed eliminando i semi), ma ci sono anche sorprendenti varianti (gli stessi semi, in vario modo, si possono utilizzare).
Oltre alla classica morsicata dell’anguria, questo fantastico frutto, ricco di proprietà si può mangiare in tanti altri modi, come questi che seguono.
- Con il cucchiaio, direttamente dalla buccia: un modo che vi consente di risparmiare il lavoro per tagliare le fette e prepararle. Inoltre vi garantisce il massimo del sapore dell’anguria.
- Particolarmente fresco e dissetante il gazpacho, dove l’anguria sposa il pomodoro a cui dona una nota dolce e aromatica.
- Il succo di anguria, davvero dissetante, si prepara molto facilmente: basta frullare la polpa (magari aggiungendo un pizzico di limone o la menta), filtrare il preparato per rimuovere i semi, e poi mettere la bevanda naturale in frigorifero per servirla sempre fresca. E rigorosamente senza cannuccia.
- L’utilizzo più sorprendente si ha però cuocendola, perché cambia consistenza e sembra quasi un salume o meglio, un prosciutto di anguria. Poi ci sono i semi, ricchi di sali minerali come zinco e potassio e di grassi buoni.
- I semi dell’anguria si possono anche non gettare: per esempio, in Asia sono addirittura usati come rimedio naturale. Per cosa? Intestino pigro. Quindi non esagerate ma ricordate sempre di tenerli da parte; lavateli bene i eliminando eventuali residui di polpa, asciugateli e conservateli in un contenitore ermetico. Prima di usarli tostateli leggermente. Gustateli interi o frullati, in modo da formare una sorta di burro, e aggiungeteli a salse, frullati e centrifugati.
- Ricordate che l’anguria è composta per il 95 per cento di acqua e potete centrifugarla con frutta e ortaggi per un succo che idrata e ridona il buonumore, o gustarla anche semplicemente in insalata con feta e olive: ne resterete stregati. Per non disperdere i nutrienti e il prezioso contenuto d’acqua, l’ideale è consumare la polpa naturale, eventualmente accompagnandola con menta, basilico e olio extravergine, che migliora l’assimilazione delle vitamine.
- Se gusto e consistenza dei semi non vi piacciono, potete sempre farli germogliare: metteteli in uno scolapasta e inumiditeli un paio di volte al giorno finché non spunterà il germoglio alla fine sciacquateli (così facendo si staccherà il tegumento nero). Potete usare i germogli per arricchire le vostre insalate.
- Quanto alle bucce qui trovate tre fantastiche ricette per utilizzarle.
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Come si sceglie l’anguria
Per non sbagliare l’acquisto dell’anguria c’è un metodo molto semplice ed efficace: usare il tatto o soltanto lo sguardo. Toccando il frutto con le nocche, devono rimbalzare: se invece arriva un rumore sordo, significa che il cocomero non è ancora maturo al punto giusto. Un altro indicatore tattile è il peso: un’anguria matura ha un peso consistente rispetto alla grandezza, in quanto al suo interno ha tanta polpa succosa. Quanto allo sguardo, ci sono due cose da tenere presente:
- La superficie dell’anguria deve essere liscia e scorrevole, senza increspature.
- Controllate che ci siano zone e macchie giallastre o tendenti al marrone: sono indicatori di un frutto maturo. Al contrario, un’anguria dominata esclusivamente dal colore verde, troppo verde, non ha ancora completato il suo ciclo di maturazione.
Come si conserva
L’anguria si conserva, anche piuttosto a lungo, all’esterno del frigorifero, in un ambiente fresco e a temperatura ambiente. Ovviamente in queste condizioni va tenuta liscia e integra. Se invece avete iniziato a tagliarla, dovete mangiarla subito e ciò che resta va in frigorifero per essere consumato entro un paio di giorni. L’ideale, specie quando le temperature sono alte, è tagliare l’anguria a fette oppure a cubetti, e metterla in frigorifero qualche ora prima di servirla a tavola. Non fatevi illusioni sulla conservazione dell’anguria: se è stata raccolta acerba, non potrà certo maturare naturalmente durante la conservazione in casa.
Quanta anguria si può mangiare in un giorno?
Considerando le sue caratteristiche di frutto ipocalorico, e con pochi zuccheri, possiamo abbondare con l’anguria. Sapendo che ci aiuta a dissetarsi senza il rischio di ingrassare, a differenza di una qualsiasi, micidiale bibita zuccherata. Uno spuntino di anguria ha come dose corretta circa duecento grammi. Esagerando c’è il rischio correlato al fatto che l’anguria, in quantità significative, ha anche un effetto lassativo e può portare al gonfiore addominale.
Chi non può mangiare l’anguria
Esiste solo una categoria di persone che sicuramente devono evitare l’anguria: i diabetici. Chi invece ha problemi di gastrite e colite, deve solo fare un’attenzione: consumare l’anguria non dopo i pasti, ma a digiuno. A colazione la mattina o come spuntino il pomeriggio. Lo stesso discorso riguarda chi ha una digestione complessa: l’anguria, con la sua significativa quantità di acqua, diluisce i succhi gastrici, e quindi ne ostacola il lavoro. Meglio mangiarla lontano dalle ore dei pasti.
C’è una differenza tra cocomero e anguria?
La discussione tra le eventuali differenze tra il cocomero e l’anguria ha diviso per anni non solo gli esperti del settore alimentari, ma persino gli accademici della frutta. Alla fine, si è arrivati a una conclusione condivisa a larghissima maggioranza: cocomero e anguria sono lo stesso frutto. Il primo è il nome del frutto in botanico, il secondo in commercio. Inoltre, al Nord viene chiamato anguria, e al Centro Sud cocomero.
Come utilizzare l’anguria congelata?
L’anguria si può congelare? La risposta è affermativa. E dopo si può mangiare come se fosse fresca? La risposta è negativa. Ma andiamo con ordine. Per utilizzare l’anguria congelata, bisogna partire dal modo con il quale la mettiamo nel freezer. Una volta lavata, sbucciata e dopo avere eliminato i semi, possiamo procedere a tagliarla a pezzi.
Non fettine, tanto meno grandi, ma piccoli pezzi. Cubetti da 3 centimetri che inseriamo in un contenitore da freezer e poi congeliamo. A questo punto l’anguria potrà stare nel congelatore anche per un anno, ma quando la tiriamo fuori dobbiamo essere consapevoli che si tratta di una cosa ben diversa da quella che siamo abituati a mangiare fresca. Sarà molliccia, e meno densa sul piano della dolcezza. Ciò significa che per utilizzare l’anguria congelata è preferibile trasformarlo in un ingrediente di base per un frullato, un dolce o un succo.
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Foto di Photo By: Kaboompics.com via Pexels
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