Come adottare una pecora e farla vivere in casa

Possono arrivare fino a 25 anni. Straordinari animali da compagnia, sono docili e facili da allevare. Le razze più adatte per la casa.

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Invece di aspettare l’agnello da sacrificare per i nostri pranzetti pasquali, una buona idea può essere quella di non sprecare le enormi qualità di questo animale, adottando una pecora. Un gesto non più raro, considerando l’aumento dell’interesse per l’universo ovino da quando, nei primi giorni di gennaio del 2026, è partito l’Anno internazionale (proclamato dall’Onu) dei pascoli e dei pastori.

Come si adotta

Partiamo da un presupposto: gli ovini amano la compagnia, e infatti vivono in gregge, quindi per il loro benessere sarebbe opportuno adottare almeno una coppia. Il percorso è standard: con l’aiuto del veterinario della Asl o dell’allevatore dal quale la pecora viene acquistata, bisogna procedere a una registrazione nella BDN zootecnica, e da quel momento qualsiasi cambiamento (compresa la morte o la nascita di altri esemplari) va regolarmente comunicato. 

Alla Asl di competenza si richiede il codice di stalla (obbligatorio), in base al quale si riceve un microchip identificativo, esattamente come quello usato per cani e gatti. Le visite mediche periodiche sono indispensabili, così come una-due volte all’anno la pecora va tosata (il costo medio della tosatura è di 2 euro a pecora).

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Come si nutre

La pecora ha bisogno di molta acqua, mangiano erba, e infatti vengono considerate “tosaerba naturali”, escludendo però piante come l’acetosella, la belladonna, l’equiseto palustre, il colchico e la sorghetta, che sono tossiche. L’alternativa all’erba è il fieno che deve essere secco, pulito e non ammuffito. Da evitare invece i costosi mangimi, e in ogni caso le pecore in casa non possono mangiare avanzi della cucina dell’uomo, e tantomeno pane, pasta e dolci. 

Quanto vive

Una pecora adottata, in casa vive molto a lungo, e può arrivare fino a 25 anni, rispetto ai 10-12 anni di vita in allevamento.

Benefici

La pecora è un animale docile, tenero e affettuoso, e già queste caratteristiche lo rendono particolarmente adatto a una vita familiare.

Inoltre:

  • Una ricerca condotta delle università di Ulm e Ravensburg, in Germania, ha dimostrato che il contatto con le pecore aumenta la fiducia e la positività nei pazienti che soffrono per l’abuso di sostanze stupefacenti o di alcolismo.  
  • Un’altra ricerca delle università giapponesi di Toyama e Ishikawa dimostra che anche un solo giorno di interazione con le pecore riduce i livelli di cortisolo, e quindi lo stress.
  • Le pecore dono molto adatte alla convivenza con i bambini, e li avvicinano, in modo naturale, al mondo della natura e degli animali.

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Le razze più adatte per l’adozione in casa 

Qualsiasi adozione va fatta scegliendo la razza giusta, sulla base del clima e del territorio dove si vive. Le razze più adatte da tenere in casa sono: 

  • Pecora sarda: è una razza rustica caratterizzata da una testa piccola priva di corna. È la pecora più diffusa in Italia e si inserisce con facilità nei nuovi ambienti, adatta se in casa ci sono bambini.
  • Nera di Arbus: prende nome dall’omonimo comune sardo ed è una pecora autoctona di piccola taglia (40-50 kg)) e con vello nero. Vive anche su terreni scoscesi. È indicata per chi vuole cimentarsi con la mungitura e la produzione casalinga di formaggi. 
  • Bergamasca: conosciuta come pecora da carne, è un animale mansueto ma resistente; si accontenta anche di pascoli “magri” e la sua lana è bianca e densa. Ottima da compagnia, anche per le persone anziane
  • Dorper: con corpo bianco e testa nera, è una pecora d’origine sudafricana a pelo medio-corto dal fisico massiccio, e sopporta bene caldo, freddo e malattie. Ideale come “tosaerba”. 
  • Nana di Quessant: arriva dalla Bretagna ed è la pecora più piccola del mondo (non pesa più di 15 kg); rustica e di buon carattere, può essere bianca, nera o marrone. Resiste ai climi rigidi ed è perfetta soprattutto per gli allevatori alle prime armi. 
  • Valais blacknose: la pecora dal naso nero del Vallese, originaria della Svizzera, ha un mantello bianco riccio mentre il muso (con corna), le orecchie e le zampe sono di colore nero. É un ovino docile, non teme le intemperie ed è consigliato per la produzione di lana. 

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