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I cipressi resistono agli incendi grazie alle foglie che trattengono acqua (foto)

La scoperta scientifica arriva dalla Spagna dove 20mila euro di bosco sono andati distrutti. Tranne gli alberi dei cipressi mediterranei. Un miracolo spiegato dalle foglie. Adesso questi alberi serviranno come barriere antincendi?

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CIPRESSO MEDITERRANEO –

Il miracolo del cipresso mediterraneo. Non brucia, non è esposto agli stessi rischi di incendio di lecci, pini e ginepro. Finora conoscevamo questa particolare resistenza di un albero diventato prezioso per i nostri boschi, ma non riuscivamo a capirne i motivi. Adesso grazie a una coppia di botanici, l’italiano Gianni Della Rocca e lo spagnolo Bernabe Moya, finalmente il mistero è svelato.

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Tutto inizia nell’estate del 2012 quando in Spagna, nella zona di Andilla in provincia di Valencia, vanno a fuoco 20mila ettari di bosco. Lecci, pini e ginepri: tutto a fuoco. Dall’inferno si salva soltanto una macchia di cipressi mediterranei che risultano intatti nonostante l’impeto delle fiamme. I due botanici iniziano a studiare il fenomeno e analizzano in laboratorio le piante salvate dal disastro.

Dagli esami in Spagna si arriva così alla verità e alle tre cause che rendono i cipressi resistenti anche ai peggiori incendi. La prima riguarda la caratteristica delle loro foglie: hanno alcune sostanze che consentono di trattenere l’acqua e con ciò possono proteggersi anche in caso di fuoco acceso. In secondo luogo la forma affusolata della chioma dei cipressi mediterranei fa in modo che non si accumulano foglie tra i rami: una sorta di prevenzione, in caso di incendio, in quanto diminuiscono così le fonti di spargimento del fuoco. Infine, le foglie dei cipressi cadono spesso e formano alla base delle piante un tappeto che protegge gli alberi dal fuoco.

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La scoperta è molto importante perché in un Pianeta che possiede 3 trilioni di alberi da difendere, dove in alcune zone (pensiamo alle regioni del Sud Italia durante l’estate) il rischio degli incendi è molto alto, i cipressi potrebbero rappresentare una svolta in termini di protezione ambientale. Sarebbero cioè una barriera naturale da piantare all’ingresso dei boschi più esposti ai rischi delle fiamme. Una barriera preziosa per evitare danni e devastazioni.

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