I Bisonti, la squadra di rugby nata nel carcere di Frosinone - Non sprecare
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I Bisonti Rugby, la squadra nata in carcere che spera di tornarci

Istituita nel 2011 all’interno della Casa Circondariale di Frosinone, fino al 2017 ha permesso ai detenuti di giocare in serie C. A seguito di un tentativo di evasione, però, le attività sono state sospese ma la squadra ha continuato a giocare all’esterno con l’obiettivo di restituire al più presto le maglie ai ragazzi di Frosinone

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Sostegno al compagno e gioco di squadra ma anche rispetto delle regole, dell’avversario e dell’arbitro. Questi sono alcuni dei valori fondati del Rugby, un nobile sport che più di altri è in grado di formare la persona oltre che l’atleta. Per questa ragione non può sorprendere che siano sempre di più i progetti per portare la palla ovale all’interno dei penitenziari al fine di reinserire i detenuti nel tessuto sociale. Tra i primi esperimenti di questo tipo c’è quello che ha permesso la nascita dei Bisonti Rugby. Una squadra, istituita all’interno della Casa Circondariale di Frosinone, che per 6 anni è stata in grado di coinvolgere, per la prima volta in Italia, condannati a lunghe pene o costretti al regime di massima sicurezza.

BISONTI SQUADRA RUGBY CARCERE FROSINONE

I Bisonti Rugby sono nati nel 2011 e dal 2013 al 2017 hanno disputato le partite del campionato di serie C all’interno della Casa Circondariale di Frosinone. Un grande risultato ottenuto grazie all’impegno, tra gli altri, del presidente dell’Associazione “Gruppo Idee”, nonché Presidente dei Bisonti, Germana De Angelis. A seguito di un tentativo di evasione nel Marzo 2017, questa esperienza ha dovuto però evolversi per sopravvivere. L’evento ha infatti costretto il carcere di Frosinone a interrompere qualunque attività esterna per permettere alla Direzione di effettuare le indagini. Ma i volontari non si sono dati per vinti e per non far morire il progetto hanno ricostituito la squadra con giocatori esterni che, con il benestare della Federazione italiana rugby (Fir), oggi giocano il campionato di serie C2 sul campo di Tor Bella Monaca. L’obiettivo è tenere le maglie ai ragazzi di Frosinone finché non verrà autorizzata di nuovo l’attività in quella prigione. 

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RUGBY NELLE CARCERI

In attesa che i Bisonti possano tornare ad allenarsi e a giocare nella Casa Circondariale, la squadra accoglie ex detenuti, come Precious Orobor che una volta ottenuta la libertà è tornato a vestire la fascia da capitano. Inoltre, l’allenatore Stefano Scarsella ha cominciato ad insegnare il Rugby ad un gruppo di detenuti comuni nel carcere di Rebibbia. Alcuni di loro, potendo accedere ai benefici e quindi giocare esternamente, potranno a breve entrare a far parte della squadra.

SPORT IN PRIGIONE

Il progetto è riconosciuto dal Fir e dal Coni e si fonda sulla convinzione che il rugby sia una vera e propria scuola di vita in grado di riavvicinare coloro che lo praticano a valori sani e al rispetto delle regole. Negli anni in cui l’attività si è svolta all’interno della Casa Circondariale di Frosinone, ben 50 detenuti, condannati per reati gravi come rapina, omicidio e associazione per delinquere, si sono impegnati seriamente in placcaggi e mischie ottenendo ottimi risultati non solo sportivi. Praticare questo sport in contesti così difficili, spiegano i promotori, spinge coloro che decidono di mettersi in gioco a riscoprire valori come la lealtà, la voglia di migliorarsi, l’accettazione della sconfitta e il gioco di squadra. Principi fondamentali per un futuro reinserimento nella società.

La foto di copertina è tratta dalla pagina Facebook Bisonti Rugby Frosinone.

Il progetto è in concorso per l’edizione 2019 del Premio Non Sprecare. Per conoscere il bando e partecipare vai qui!

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I PROGETTI IN CONCORSO PER IL PREMIO NON SPRECARE:

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