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Bari, si inaugura il più grande impianto fotovoltaico d’Europa

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di Luigi del Giudice

Un impianto fotovoltaico, il più grande d’Europa, nasce nello stabilimento Bosch di Modugno, presso Bari, per aumentare l’efficienza energetica. E’ stato installato sui tetti delle due principali unità produttive, quelle dove nascono i motori diesel common rail e gli impianti frenanti per le automobili. L’iniziativa si inquadra nel più ampio progetto della multinazionale tedesca di ridurre le emissioni di CO2, di ottimizzare l’utilizzo dell’energia elettrica, del gas, dell’acqua, del legno, dell’olio e per migliorare il processo di smaltimento. Tutto questo anche a vantaggio delle innovazioni sulla produzione. Ricordiamo che ad opera di Bosch c’è un brevetto ogni trenta minuti.

Il Gruppo intende ridurre le emissioni di tutti i suoi stabilimenti nel mondo, dentro il 2020, di una percentuale del 20, rispetto al 2007. L’impegno in questa direzione è totale. Va anche oltre se si considera che, forse, sempre al fine di limitare le emissioni, Bosch ha deciso, legislazione a parte, un divieto di fumo nelle aree esterne, situate nello stabilimento. Senz’altro, un solerte dirigente della Bosch, ispirandosi, probabilmente, all’ordinanza del direttore dell’aeroporto pugliese, con cui si vieta di fumare sui marciapiedi dell’aerostazione in tratti inframmezzati da aeree fumatori. Il costo dell’ammenda parte da 500 euro, legislazione a parte.

Torniamo allo stabilimento Bosch, dove il solerte dirigente non ha tenuto conto, forse, delle idee del suo fondatore, Robert Bosch, che già 100 anni fa, pensava alle esigenze dei dipendenti della sua multinazionale, perché riteneva che avrebbero lavorato meglio se soddisfatti. Comunque, ognuno è libero di autodeterminarsi in casa sua e noi non vogliamo far critiche, solo segnalarlo. Diversa è la situazione con gli ospiti, accolti con tale divieto da ghetto, che ci ha fatto sentire quasi criminali. Un divieto non previsto dalla legge e contrario alla sacra ospitalità degli antichi romani, che ha fatto sentire gli invitati, almeno qualcuno, veramente a disagio. Anzi, più che a disagio in vera difficoltà, considerando il tempo, perché relegati a fumare su una piccola piattaforma di pochi metri quadri, con un leggero telo sopra, ma esposta al vento e alle intemperie. Ma torniamo allo stabilimento che nasce per migliorare la produzione eco sostenibile, ottimizzando qualsiasi fase di lavoro, anche nei più piccoli particolari. I risultati sono evidenti risparmi e non solo per l’energia.

Molti sprechi sono stati ridotti e molti consumi ridotti drasticamente. L’acqua, ad esempio, viene risparmiata in 50 milioni di litri l’anno (il 35% del fabbisogno complessivo). Ridotto anche l’uso della carta, per complessivi 56 tonnellate l’anno, perché sostituita con stracci lavabili, mentre il legno viene riutilizzato per produrre nuovi imballaggi e l’olio nei circuiti idraulici è stato ottimizzato per ottenere un consumo inferiore del 10%. L’impianto fotovoltaico spazia su e 14 mila metri quadri e è in grado di produrre 1,4 Mw di potenza attraverso l’energia solare. Il processo fotovoltaico e la lunga serie di risparmi fa sì che la sede barese della Bosch abbia ridotto le emissioni di CO2 del 20% nel primo trimestre 2011 (5.100 tonnellate contro le 6.500 dello stesso periodo del 2010). Tutte iniziative che si ripercuotono favorevolmente nel migliorare la produzione; garanzia, questa, di maggior sicurezza per le stesse automobili.

A Modugno, c’è un’area che produce pompe ad alta pressione per i motori diesel common rail. Finora ne sono state assemblate già 26 milioni. L’altra fascia produttiva riguarda gli impianti frenanti, su cui Bosch inventa di giorno in giorno accorgimenti per migliorarne l’efficienza. “Lo stabilimento di Bari è un modello, ma anche una prova efficiente dell’impegno Bosch per l’ambiente”, dice il direttore finanziario dello stesso stabilimento, Dieter Wohlfarth. E noi abbiamo potuto constatarlo. “Un impegno –aggiunge- che trova riscontro non solo nei nostri prodotti sicuri, economici e puliti, ma anche negli stabilimenti dove i prodotti vengono realizzati”.

Ma l’azienda è volta da sempre “alla tutela dell’ambiente e alla salvaguardia delle risorse naturali, che sono nel Dna dell’azienda e nella volontà del nostro fondatore, Robert Bosch”, tiene a sottolineare Gerhard Dambach, amministratore delegato del Gruppo. “E la decisione di destinare in quest’ambito il 45% degli investimenti per la ricerca e lo sviluppo (oltre 1,7 miliardi l’anno) riflette questo impegno”.