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Avere un orto a Roma è possibile

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Il sito internet Zappata Romana ha pubblicato le procedure che consentono di “adottare” gratuitamente un terreno incolto di proprietà comunale. Certo con i tempi della nostra burocrazia non è un’impresa facile..

Zappata Romana è un progetto dello studio Uap che “indaga orti e giardini condivisi a Roma quale azione collettiva di appropriazione dello spazio pubblico urbano e lo sviluppo di pratiche ambientali, economiche e sociali innovative”. Gli spazi verdi “adottati” non sono individuali ma collettivi: “vedono protagonisti tutti i cittadini perché sono realizzati e/o gestiti dai cittadini stessi riuniti intorno ad un progetto comune per rendere migliore il loro quartiere”.

“Molto spesso un giardino condiviso è lo spunto per fare altro: un luogo di incontro, far giocare i bimbi, avere un po’ di relax, praticare uno sport all’aperto, fare attività culturali, imparare una lingua, fare giardinaggio, coltivare un orto per l’autoconsumo, fare volontariato sociale o educazione ambientale”.

La mappa di Zappata Romana segnala oltre 70 spazi verdi già condivisi fra giardini, orti e “giardini spot”, che sarebbero poi quelli creati con il guerrilla gardening. Chi sono i guerrilleros’? Coloro che, spesso di nascosto dai vigili urbani, piantano fiori negli spazi incolti delle città di proprietà privata o municipale. La mappa presente sul sito presenta tutte le aree sottratte all’incuria e al degrado, come pure le diverse decine di orti spontanei individuali, sorti su terreni pubblici abbandonati e inutilizzati.

La città trae complessivamente beneficio da queste azioni: gli spazi verdi e fioriti – o anche i rettangoli coltivati a pomodori e zucchine – sono sicuramente più belli a vedersi rispetto alle erbacce e all’abbandono. Il giardinaggio collettivo, poi, è un’occasione preziosa per socializzare e stringere legami col vicinato: cosa che nelle grandi città è tutt’altro che facile. Infine, la lattuga fai-da-te fa bene alla salute e al portafoglio.

Vi interessa conoscere la storia di una vera contadina urbana? Non perdetevi “Farm City: storia di una contadina urbana”, best seller di Novella Carpenter edito da Slow Food Editore. «La mia fattoria si trova nel ghetto, in una strada senza via d’uscita». È l’incipit del racconto biografico di Novella Carpenter. Affascinata dall’idea dell’autosufficienza alimentare si trasferisce, col compagno Bill, nei bassifondi di Oakland, in California, dove, da un appezzamento abbandonato, infestato dalle erbacce e sepolto sotto le immondizie, tira su prima un orto, poi una vera e propria fattoria. Il libro è la divertente cronaca giorno per giorno – zeppa di aneddoti, incontri, suggerimenti pratici, spunti gastronomici di come l’autrice riesca a realizzare il sogno della sua vita.

Alessia Pautasso