L’aspirina moderna nasce nel 1897, nei laboratori dell’industria farmaceutica tedesca Bayer, ma già diversi secoli prima, l’acido acetilsalicilico, che si ricava dalle foglie e dalla corteccia del salice, molte popolazioni di fatto la usavano, nella sua versione primitiva e non lavorata chimicamente.
- Le popolazioni antiche masticavano o preparavano infusi di corteccia o foglie di salice per alleviare febbre e dolori e questo funzionava perché il salice contiene composti chiamati salicilati, tra cui l’acido salicilico, che ha proprietà antidolorifiche e antipiretiche.
In particolare i popoli antichi che hanno di fatto usato il contenuto moderno e naturale dell’aspirina erano:
- Egizi. Già nel 1500 a.C., testi medici egizi menzionavano estratti di piante simili al salice per alleviare dolori e febbre.
- Assiri e Babilonesi. Intorno al 2000-1000 a.C., documenti cuneiformi riportano l’uso di piante con proprietà analgesiche e antipiretiche.
- Greci. Ippocrate (circa 460–370 a.C.) consigliava la corteccia di salice per ridurre febbre e dolori articolari.
- Romani. Galeno (129–216 d.C.) descrisse preparazioni a base di salice per trattare dolori e infiammazioni.
- Popoli europei medievali. Anche in epoca medievale le erbe contenenti salicilati erano usate nelle farmacopee monastiche per febbri e dolori.
L’aspirina che conosciamo noi, fu sviluppata da Felix Hoffmann nel 1897 mentre lavorava per la compagnia farmaceutica tedesca Bayer. Hoffmann riuscì a sintetizzare una forma stabile e meno irritante di acido acetilsalicilico, che era già nota come principio attivo in alcune piante, come la corteccia di salice, ma che fino ad allora era difficile da usare medicinalmente a causa della sua corrosività sullo stomaco. E nel 1899, Bayer cominciò a vendere il prodotto con il nome commerciale Aspirina, che divenne rapidamente uno dei farmaci più diffusi al mondo.
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