Andrea Lanfri, nato a Lucca nel 1986, è sempre stato appassionato di sport e montagna. Nel gennaio 2015, a 28 anni, fu colpito da una forma devastante di meningite con sepsi meningococcica. La situazione precipitò rapidamente: entrò in coma e, per sopravvivere, dovette subire l’amputazione di entrambe le gambe e di sette dita delle mani.
Quando si risvegliò, dovette praticamente imparare di nuovo a vivere. Una delle prime sfide, racconta lui stesso, era riuscire persino a tenere in mano una forchetta. Ma invece di considerare quella malattia come la fine della sua vita precedente, cominciò a pensare a come costruirne una nuova.

Ma nella testa di Andrea restava sempre, come un chiodo fisso, la passione per la montagna. Così iniziò a tornare gradualmente in quota. Prima montagne più accessibili, poi i 4.000 metri, quindi i 7.000. Ogni salita serviva anche a capire come utilizzare le protesi in condizioni sempre più difficili.
Fino all’impresa di arrivare in cima all’Everest, 8848 metri di altezza, accompagnato soltanto dalla guida Luca Montanari. La mattina del 13 maggio 2022, alle 5:40 ora locale, Andrea Lanfri arrivò in cima all’Everest, senza entrambe le gambe e con quattro arti compromessi. Fu riconosciuto come il primo atleta-alpinista pluriamputato a compiere l’impresa in autonomia.
Dopo la scalata dell’Everest nulla sembra più impossibile per Andrea. Da aprile a luglio 2025 Lanfri ha realizzato l’Italy Tour 2025: quattro mesi in viaggio per l’Italia, con l’obiettivo di raggiungere la vetta più alta di ogni regione italiana. Il progetto combinava trekking, alpinismo, bici e corsa, ma aveva anche una componente sociale: incontri con scuole e associazioni per parlare di sport, inclusione e prevenzione della meningite.Il 17 agosto 2025 Andrea ha raggiunto la cima del Monte Elbrus, nel Caucaso, a 5.642 metri. È stata una salita dal versante sud e, soprattutto, una tappa fondamentale del suo progetto Seven Summits, cioè conquistare la montagna più alta di ciascuno dei sette continenti.
E per dare un’idea del temperamento di questo atleta bisogna scorrere la sua biografia, dove a un certo punto racconta il momento nel quale gli hanno comunicato che non aveva più le gambe per colpa della meningite. «Non ho più le gambe? E allora corro!» è stata la sua risposta. E così è stato, all’insegna di una vita nella quale nulla è andato sprecato.– Le immagini sono tratte dalla pagina Facebook di Andrea Lanfri
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