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Anche i pellegrinaggi diventano green

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Si sa, chi ama Dio ama anche l’intero Creato.  E allora il turismo religioso non  può che diventare ecosostenibile.  I pellegrinaggi si vestono di verde grazie al “Green Pilgrimage Network”, il sito che si occuperà di gestire i viaggi dei tanti fedeli.

Potreste pensare che sia una cosa di poco conto, ma se prendiamo in considerazione il numero di persone che ogni anno si reca nei luoghi cari al suo Credo, allora non è più cosi. 

Il turismo religioso è un fenomeno che spesso resta nell’ombra. In realtà, esso rappresenta una fetta fondamentale dell’intero settore turistico, muovendo ogni anno 100 milioni di persone (per un giro d’affari di  3,5/4 miliardi di euro ogni anno) 

È per questo che il WWF, la nota associazione ambientalista e animalista, in collaborazione con l’Alleanza delle religioni e della Conservazione ha dato vita ad una rete pensata per ridurre l’impatto ambientale dei pellegrinaggi 

Per mettersi in cammino in un “pellegrinaggio green” i fedeli dovranno scegliere un’agenzia turistica responsabile, ridurre al minimo i propri rifiuti, viaggiare con il minor impatto ambientale 

Al viaggiatore non resta che decidere di partire per una delle numerose mete che hanno aderito al network impegnandosi ad adottare misure che garantiscano un pellegrinaggio sostenibile.

Tra le mete italiane ritroviamo Assisi, dove l’Ordine francescano e il comune collaborano per favorire l’artigianato locale, sviluppare pacchetti ambientali per scolaresche e pellegrini e tour naturalistici.

Gerusalemme invece punta sulle infrastrutture urbane. Qui verrà realizzato un nuovo sistema di ferrovia leggera e verrà ripristinata la Kidron Valley (oggi particolarmente inquinata), la principale via di accesso a Gerusalemme per ebrei, cristiani e musulmani.

E allora… buon viaggio!

Ecoseven