Costo affitti per studenti fuori sede | Non sprecare
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Case per studenti fuorisede, perchè non abbassare gli affitti? Il 43 per cento dei proprietari sono favorevoli

Senza un intervento serio si rischia di colpire gli studenti più deboli. A partire da quelli che arrivano dal Sud. Intanto il 20 per cento dei fuorisede non vuole tornare

I fuorisede sono tra le principali vittime del coronavirus. E non se ne parla più di tanto: hanno una scarsa rappresentanza in termini organizzativi, non fanno scandalo, e non sono portatori di voti. Eppure si tratta di una componente essenziale del mondo giovanile universitario, spalmato nelle 89 università italiane. In media, abbiamo un fuorisede ogni tre studenti. Con una fortissima prevalenza di questa categoria nelle regioni meridionali.

COSTO AFFITTI PER STUDENTI FUORISEDE

Che cosa sta accadendo nell’universo dei fuorisede? Secondo un’indagine del sito Skuola.net almeno il 20 per cento di loro non tornerà nella propria sede universitaria. E resterà a casa. Una doppia sconfitta e un doppio spreco per il nostro sistema formativo.

Da un lato, infatti, questi ragazzi dovranno accontentarsi di una formazione di serie B, a distanza, senza contatti diretti con i professori, senza il valore aggiunto di tutto quanto l’università può dare al di fuori degli orari di lezioni e di esami. E senza la possibilità di confronto con gli altri studenti, i più fortunati, i privilegiati, che stando a casa loro potranno continuare a frequentare l’università. Dal vivo e non in remoto.

Con queste premesse, secondo spreco, l’università rischia di essere sempre più di classe e di non dare alcun contributo all’ascensore sociale in Italia, già fermo da alcuni anni. È un’università che così è destinata a dequalificarsi, riducendo ancora di più la quota di laureati rispetto alla popolazione giovanile. Una statistica nella quale siamo già agli ultimi posti in Europa.

CORONAVIRUS: EMERGENZA AFFITTI STUDENTI FUORISEDE

Che cosa si può fare, concretamente, per venire incontro ai fuorisede e incoraggiarli a tornare nelle rispettive sedi universitarie. L’unica leva utile che si può muovere è quella economica, con politiche che favoriscano sconti significativi sugli affitti per i fuorisede. Si potrebbero ottenere attraverso negoziati tra associazioni dei proprietari di case e degli studenti, rappresentanti dell’università e degli enti locali, pronti anche a mettere qualche euro sul tavolo per contribuire all’abbattimento dei prezzi.

Le premesse ci sarebbero. Il 43 per cento dei proprietari di casa, ancora secondo l’indagine di Skuola.net, sono disponibili a un taglio ragionevole dell’affitto per i fuorisede. E anche i margini di intervento sono alla portata di soluzioni possibili.

COSTI ESAGERATI AFFITTI PER GLI STUDENTI FUORISEDE

Attualmente, infatti, i costi degli affitti per i fuorisede sono esorbitanti. A Milano si arriva a 675 euro, a Roma a 470 euro, a Napoli 338 ed a Venezia 358. Tutto per una sola stanza. Basterebbe un piccolo sforzo, ben coordinato, e ci sarebbe un ottimo incentivo offerto agli studenti per non diluire, e quindi rischiare di perdere, il proprio percorso di studi.

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