Acquisto dei farmaci su Internet: basta truffe
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Acquisto dei farmaci su Internet: basta sprechi e truffe

Secondo una ricerca di Federfarma ben sette farmaci su dieci, acquistati tramite il web, risultano contraffatti. Non sprecare farmaci è un comandamento, ma la contraffazione è un'altra cosa

Gli italiani sprecano una montagna di medicinali. Li acquistano in modo compulsivo, anche perchè spesso sono rimborsati dal Servizio sanitario nazionale, e li lasciano marcire fino alla scadenza, per poi gettarli nella spazzatura. Ma accanto a questo spreco, sta crescendo il fenomeno delle vendite su Internet, non sempre legali. Secondo i calcoli di Federfarma, presieduta da Annarosa Racca, ben sette farmaci su dieci, acquistati tramite il web, risultano contraffatti. Federfarma, che rappresenta gli interessi delle farmacie, ovviamente difende i propri iscritti, ma questa denuncia va presa molto sul serio per la nostra salute, e non per i conti dei farmacisti.

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Le medicine contraffatte, purtroppo, non sono solo quelle molto popolari che curano la disfunzione erettile (Cialis, e Viagra, per intederci), che intanto farmacisti vendono a prezzi proibitivi. Ci sono anche i salvavita, gli antibiotici, gli antitumorali. E una povera ragazza di 28 anni, Maria Teresa Sunna, lo scorso anno è morta in una clinica privata di Barletta pechè le avevano somministrato dei farmaci contraffatti acquistati tramite la Rete.

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ACQUISTO DEI FARMACI SU INTERNET. Non sprecare farmaci è un comandamento, e cercare di risparmiare, anche attraverso la Rete, nel caso di prodotti innocui (pensiamo ai farmaci da banco per i quali non serve la ricetta medica) e alla ricerca del low cost è legittimo. Ma la contraffazione è un’altra storia. E andrebbe colpita con più intensità, sia quando avviene attraverso il web sia, per la verità molto raramente, con gli acquisti nelle farmacie.

Entro il prossimo 2 gennaio, intanto, l’Italia dovrà armonizzare le norme nazionali rispetto a quelle europee in materia di farmaci venduti on line: ce lo chiedono il Parlamento e la Commissione europea. Come al solito siamo in ritardo, e così aumentano allo stesso tempo sprechi e rischi per la salute. Che ne dice di stringere i tempi, ministro Beatrice Lorenzin?

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