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Acqua. Quale bere, quanto costa e come evitare gli sprechi

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In Italia l’acqua di rubinetto e’ buona e, tutto sommato, costa ancora poco. Gli italiani pero’ sono i piu’ grandi consumatori di acqua in bottiglia di tutta Europa e i terzi al mondo dopo arabi e messicani. Puo’ sembrare un paradosso, ma e’ la realta’.

Sul prezzo non c’e’ competizione: la cosiddetta “acqua del sindaco” secondo Legambiente costa in media 0,5 millesimi di euro al litro, mentre quella in bottiglia si aggira intorno ai 50 centesimi di euro al litro. Negli ultimi dieci anni la bolletta dell’acqua e’ salita del 68%. Nonostante quest’impennata, in Italia ci si disseta a prezzi ancora molto bassi rispetto ad altri paesi europei.

Il problema piu’ grave e urgente non e’ il costo dell’acqua ma il modo in cui questa viene distribuita.
Gli acquedotti italiani rimangono i colabrodo di sempre: piu’ di un quarto dell’acqua che trasportano si perde per strada. Una volta entrata nelle case, lo spreco continua: consumiamo molta piu’ acqua del necessario mentre al Sud, soprattutto d’estate, 8 milioni di italiani scendono sotto la soglia di emergenza e hanno il rubinetto a secco diverse ore al giorno. Basterebbe cambiare qualche abitudine per risparmiare acqua e denaro.

Di acqua ce n’e’ in abbondanza: ogni territorio dispone di un ricco patrimonio di fonti, dalle quali le aziende imbottigliatrici attingono a prezzi irrisori. Le Regioni, infatti, elargiscono concessioni in cambio di tariffe molto convenienti. Il nostro paese e’ ancora un paradiso per chi decide di entrare nel business dell’acqua in bottiglia.

Ma non tutta l’acqua di rubinetto e’ buona allo stesso modo. Anche se spesso non ce lo dice nessuno. Molte regioni, infatti, continuano a erogare acqua potabile sotto regime di deroga per livelli di arsenico e cloriti fuori norma. Queste situazioni, che non mettono a rischio la nostra salute, sono un avvertimento: le aziende che distribuiscono acqua nelle nostre case possono fare di meglio. Soprattutto ora che la concorrenza delle acque minerali e’ spietata.