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10 materiali che aiuteranno il Pianeta

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Anna Lisa Bonfranceschi

Se pensate di avere un’idea in più per la creazione di un nuovo materiale e avete bisogno di qualcuno che creda nelle vostre potenzialità, o volete costruire qualcosa ma non sapete quale materiale scegliere, rivolgetevi a Material ConneXion, potreste trovare la soluzione e l’appoggio che cercate. Una libreria immensa di materiali innovativi, tutti rigorosamente ecofriendly.  Alcuni ve li presentiamo nella top ten dei Material of the Year scelti dalla stessa azienda.

Il calcestruzzo a impatto (quasi) zero
Secondo Material ConneXion è il materiale più innovativo di tutti. É un calcestruzzo, già disponibile in commercio, a ridotta emissione di Co2 durante la fase di produzione: meno 95% rispetto alle lavorazioni tradizionali. Un bel guadagno, se si pensa che la produzione del materiale edile è responsabile del 5% delle emissioni di anidride carbonica causate dall’attività umana. A inventarlo è stata l’inglese Novacem, che per costruirlo ha sostituto il classico carbonato di calcio con gli ossidi di magnesio e i silicati.

La carta da parati che assorbe gli inquinanti
Volete respirare un’aria sana in casa? Invece di affidarvi ai depuratori ingombranti, costosi e ad alto impatto ambientale potete scegliere di liberarvi di tossine e pesticidi ricoprendo i vostri muri con Saratech Permasorb Wallpaper, la carta da pareti che assorbe gli inquinanti grazie alle microsfere di carbonio inserite al suo interno. Prodotta dalla tedesca Blucher Technologies.

La stagnola riciclabile
Fare la raccolta differenziata non è sempre facile e a volte non è neanche possibile. É il caso di tutti quei pacchetti e pacchettini di carta ricoperti con un sottile strato di alluminio, che per questo motivo finiscono nell’indifferenziata senza poterli riutilizzare. MiraFoil di Henkel invece è una sottile pellicola argentata (una sorta di stagnola) che può essere staccata dalla carta su cui è attaccata durante la fase di de-inking (mentre si toglie l’inchiostro) che precede il riciclo.

Circuiti elettrici a nanotubi
Piccoli nanotubi di carbonio che funzionano come fili elettrici, connettendo tra loro tanti piccoli led incastonati in un polimero. Risultato: un pannello elettrico a basso consumo energetico. É  Lumisys di Top Nanosys da utilizzare per insegne, dispositivi per auto o per la casa.

La plastica facile da riciclare
Sedie, macchine, tavoli di plastica sono resistenti, ma fatti di una plastica dura, spesso intrecciata con fibre di vetro e per questo difficile da riciclare. Grazie al metodo HyPerform di Milliken invece la plastica è invece dura appena quanto un bicchiere di plastica e facile da riciclare.

La carta bio per il cibo
Quanta plastica si consuma per impacchettare pasta, carne, pesce una sola volta, e poi si butta via? Adesso a sostituirla potrebbe arrivare un nuovo tipo di carta, biodegradabile e proveniente da foreste certificate.

É PaperLite di Flextrus e può essere modellata e sigillata proprio come si fa con la plastica.

Il truciolato senza resina
Sono ovunque: nei mobili delle cucine, negli armadi, nei comodini. Ma produrli, il truciolato e simili , costa all’ambiente: tutte le particelle di legno sono infatti incollate con resine ad alto impatto ecologico. FlatCor Flat Boards di Ecor invece utilizza l’acqua per metterle insieme, in un processo molto simile a quello per la produzione della carta.

Il polistirolo bio
Utilizzate per imballare e isolare, le fastidiose palline del polistirolo sono dannose per l’ambiente: produrle, a partire da idrocarburi, richiede notevoli quantità di energia. Ecocradle di Ecovative invece è completamente bio. I materiale di partenza sono i prodotti di scarto delle coltivazioni, come riso e cotone, mescolati poi insieme a dei funghi. Questi crescendo consumano e convertono i prodotti vegetali in un composto bianco e schiumoso, molto simile al polistirolo espanso estruso. Tutto consumando 1/10 dell’energia di solito impiegata nelle schiume sintetiche.

La plastica in meno
Non si tratta di un vero e proprio materiale quanto di una tecnologia pensata per ridurre la quantità di plastica consumata. É Ad-Air Technology di MicroGreen e usa la Co2 prodotta durante la lavorazione per espandere i fogli di plastica, aumentandone lo spessore ma diminuendone la densità. Risultato: stessa resistenza ma con tre volte meno materiale.

Eco-Laminato
Oggi lo troviamo dappertutto: nei mobili, nei banconi dei negozi, per rivestimenti edili. Ma per produrlo, il laminato, bisogna utilizzare la formaldeide, altamente tossica. Eco-Hpl ( High Pressure Laminate) invece è fatto al cento per cento con materiale proveniente dalla canna da zucchero.

 
 
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