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Il paese ritrovato: un villaggio dove i malati di Alzheimer ritrovano quotidianità ed abitudini. In modo tech e sicuro (video)

A Monza un villaggio nella città per over 70enni affetti da forme di demenza senile: casette a due piani, un bar, un minimarket, il parrucchiere, la chiesa, il cine-teatro, la palestra e la proloco. Con assistenza 24/7 grazie ad un braccialetto ed una app

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IL PAESE RITROVATO MONZA

Una città nella città, fatta di strade, vialetti, casette a due piani. Con un bar, il parrucchiere, il minimarket. Dove le persone malate di Alzheimer e demenza senile sanno ritrovare il senso di se’, dell’esistenza e della quotidianità. E’ proprio questo lo scopo del progetto “Il paese ritrovato”, alle porte di Monza, il primo esperimento del genere in Italia, secondo dopo l’Olanda. E’ l’idea rivoluzionara che mancava, un vero villaggio costruito apposta per le persone affette da forme più o meno lievi di demenza senile, con un approccio diverso, meno medicale, più collettivo e inclusivo.

14mila metri quadrati destinati al villaggio, dove tutto è  accuratamente pensato e studiato per fare parte del percorso di cura e assistenza, dalle pareti, beige e rosso mattone, così ci si muove con facilità, alle luci di cortesia posizionate sul pavimento, che rendono possibile l’orientarsi anche durante la notte.  Non solo. Gli spostamenti di ogni paziente nel villaggio sono monitorati passo passo dai coordinatori attraverso dei braccialetti elettronici multifunzione, che permette loro di pagare, aprire le porte, ed essere costantemente sotto supervisione attenta degli operatori e delle operatrici.

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IL PAESE RITROVATO ALZHEIMER

Anche il ruolo degli operatori è radicalmente diverso: non infermieri e infermiere in camice bianco bensì amici e amiche che non solo offrono assistenza costante, ma si trasformano anche in gerenti dei 14 negozietti del villaggio: dall’operatore-barista, all’operatrice parrucchiera.
Gli appartamenti sono enormi e accolgono 8 camere da letto
una zona pranzo in comune e tre grandi zone giorno. Fuori: un barun minimarket, la proloco, la chiesa, il cine-teatro e ilparrucchiere. Ma anche la palestra, appositamente attrezzata e hi-tech, e una sala per i percorsi sensoriali coordinati dalla psicologa del centro, che aiuta gli ospiti ad utilizzare i sensi, la memoria, a tenere acceso il cervello e vivo il corpo.

 

Perché è proprio questo il doppio binario su cui si muove il villaggio di Monza: da una parte l’estremo bisogno di attenzioni e cure che questo tipo di pazienti hanno, per far star tranquille le famiglie che spesso non hanno le competenze, le abilità o il tempo necessario per tale lavoro di cura,  dall’altra il pensare che non è necessario medicalizzare in modo eccessivo tale patologia, occorre piuttosto restituire il senso dell’esistenza a chi sta smarrendo ricordi e memoria, permettendo loro di comprare i propri biscotti preferiti, fare una messa in piega coi bigodini o dire una preghiera in chiesa.

Una quotidianità controllata e sicura che li rende indipendenti e restituisce loro una vita serena e piena.

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IL PAESE RITROVATO ALZHEIMER MONZA

Ideato e gestito dall’Associazione La Meridiana, il Paese Ritrovato è nato dopo la prima sperimentazione europea, a West, nei dintorni di Amsterdam, dove è attivo un Villaggio dell’Alzheimer già dal 2009, e sta diventando un punto di riferimento per medici, ricercatori, psicologi ed operatori socio-assistenziali che hanno l’idea di farne diventare un modello da esportare. Tanto è vero che le trattative sono assolutamente in dirittura d’arrivo per farne sorgere uno a Roma, uno a Varese e uno addirittura in California.
I costi per la realizzazione non sono bassi, ma il progetto è stato in grado di mettere in moto circoli virtuosi di welfare sociale, con l’impegno attivo di fondazioni, banche, privati cittadini, donazioni varie.
Il costo dei pazienti è sostenuto dalle famiglie, che pagano quasi 100 euro al giorno, ma si sta pensando di inserirlo nel circuito dell’assistenza socio-sanitaria della regione Lombardia per permettere l’accesso anche a chi ha soglie di reddito minori.

Infine, una curiosità: tutto il centro è assolutamente attento al riciclo e al non-spreco di energia: le casette sono costruite con piccoli computerini che monitorano temperature e fabbisogno di energia, in modo da ridurre gli sprechi energetici.

 

(Tutte le immagini sono tratte dal sito MBnews)

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