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Città della vita: 500 persone, anziani e non autosufficienti, curati e coccolati ogni giorno

A Padova un imprenditore, Angelo Ferro, ha creato un gioiello di assistenza. Lui è scomparso, ma il suo progetto è più forte che mai. Vite che non si sprecano e vite che si avvicinano

Città della vita: 500 persone, anziani e non autosufficienti, curati e coccolati ogni giorno
Fondazione Opera Immacolata Concezione Onlus di Padova
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CITTÀ DELLA VITA PADOVA

Un uomo speciale, generoso e visionario, può davvero lasciare un segno enorme della sua vita, un segno grazie al quale tantissime vite non si sprecano, ma anzi riescono ad andare avanti anche nei momenti peggiori. È questa la storia di Angelo Ferro, padovano, scomparso poco tempo fa, che è riuscito a realizzare un’opera visionaria. Questo imprenditore e docente universitario, infatti, ha dato vita a una piccola città, dove ogni giorno arrivano 3.500 persone tra medici, operatori sociali, lavoratori, familiari degli ospiti, studenti in visita. E dove vivono 480 pazienti non autosufficienti, assistiti 24 ore su 24, e altri 220, autosufficienti, in piccole villette.

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FONDAZIONE OPERA IMMACOLATA CONCEZIONE ONLUS

Siamo a Padova, dove la vita non si spreca, ma anzi esplode nel modo migliore in una piccola città realizzata ad hoc. Tutto grazie al professore Ferro, un uomo che nella sua vita ha fatto di tutto. Ha diretto un gruppo industriale per l’industria alimentare, ha insegnato in Ecuador e in Perù, ha sempre dato un contributo nell’universo del volontariato.

Grazie a Ferro è nata la Fondazione Opera Immacolata Concezione, e da qui un vero laboratorio di moderna assistenza. C’è anche un piccolo ospedale per la riabilitazione e una residenza, intitolata a Paolo VI, per 40 persone in stato terminale o in coma vigile. Per il resto, nella Città della Vita non mancano centri per gli incontri e per la riabilitazione, con servizi di logopedia, fisioterapia, recupero post-rianimazione.

Qui gli anziani, anche non autosufficienti, non sono mai soli. Anzi. Ricevono ogni giorno visite di scolaresche  con le quali scambiano le diverse esperienze generazionali. E formano una straordinaria comunità sotto il segno di una concreta solidarietà.

QUANDO CON LA GENEROSITÀ CI LASCIA UN SEGNO PER SEMPRE:

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