Questo sito contribuisce all'audience di

Guardiamoci in faccia: l’abusivismo edilizio in Italia è come la corruzione. Un fenomeno di massa

La tragedia di Casamicciola è il paradigma di uno spreco nazionale: in un'isola tutta ad alto rischio sismico, c'è un condono, e quindi un abuso, ogni due abitanti. E in Italia ci sono 15 milioni di richieste di sanatoria presentate nell'arco di tre condoni. L'abusivismo per necessità è un imbroglio, inventato da politici irresponsabili e cinici

Guardiamoci in faccia: l'abusivismo edilizio in Italia è come la corruzione. Un fenomeno di massa
di
Condivisioni

ABUSIVISMO EDILIZIO

Usciamo dalle ipocrisie e dall’insopportabile retorica moralista: l’abusivismo edilizio in Italia è un fenomeno di massa, come la corruzione. Non riguarda solo una minoranza di persone spregiudicate, che talvolta si sentono o si autoproclamano “costrette” a commettere questo tipo di reati, ma è diventato uno stile di vita, un paradigma della nostra, purtroppo degradata, convivenza civile. E come tale uno spreco per tutto il Paese, per tutti gli italiani: di territorio, di luoghi e di bellezza, di benessere, di buona convivenza. Di vite umane, come scopriamo con le rituali grida manzoniane ogni volta che ci scappa il morto, o i morti, le vittime dell’assurdo, come nel caso delle scosse di Casamicciola, visto che qui alcune persone hanno perso la vita non per una calamità ma per lo scempio firmato dalla mano umana, da noi. Case abusive, appunto, e realizzate con materiali che definirli “scadenti” è un eufemismo, roba da crimini dell’edilizia.

LEGGI ANCHE: Italia senza manutenzione: il 60 per cento dei vecchi edifici è a forte rischio

CONTRASTO ALL’ABUSIVISMO EDILIZIO

Non voglio annoiarvi con i numeri. E vi sintetizzo quelli essenziali. Nell’isola di Ischia, dove un terremoto del 1883 ha distrutto un’intera popolazione (2.333 persone), in questi quasi 150 anni, l’abuso edilizio, abbinato come da manuale alle costruzioni di cartapesta e al miraggio (che puntualmente si traduce in realtà) del condono, è entrato nel dna di un popolo. Lo vogliamo negare? Sarebbe come dire che piove quando c’è il sole. A fronte di 64mila abitanti, sparsi in sei comuni dell’isola, si registrano quasi trentamila richieste di condono negli ultimi trent’anni. In pratica un condono (di un abuso edilizio) ogni due cittadini. Tutto ciò in un’area ad altissimo rischio sismico, da sempre.

ABUSIVISMO EDILIZIO SANATORIA

Il film dell’orrore non è, chiariamolo bene, una prerogativa in esclusiva dei cittadini ischitani. Questa sarebbe un’altra ipocrisia\bugia. L’abusivismo dilaga, da decenni, in tutte le regioni del Sud Italia (solo in Campania sono state realizzate 60mila case abusive in un decennio e in Sicilia ci sono 770mila domande di sanatoria, ovvero di condono) e anche in molte zone del Centro (vogliamo parlare della periferia romana?) e del Nord. È un fenomeno nazionale, di massa appunto. E non un male locale da estirpare e curare in uno specifico territorio. Le richieste di sanatoria presentate in tre condoni, in Italia, sono pari a 15 milioni, circa una ogni 4 abitanti, compresi anziani e bambini.

Ovviamente lo scempio antropico è andato di pari passo all’irresponsabile  e, anche in questo caso l’aggettivo è appropriato, criminale complicità di un ceto politico talmente miserabile da considerare l’abuso edilizio, con annessi condoni scolpiti nella legge o mascherati, come uno dei più importanti bacini del consenso e del malaffare. Al punto da coniare, con la solita furbizia degli italiani quando si mettono a fare gli imbroglioni di mestiere, un assioma che giustifica, anche dal punto di vista etico prima che politico, tanta assoluta mancanza di un’idea reale del bene comune e degli interessi della collettività: l’abusivismo per necessità. Una balla, nei fatti, che ha consentito, per esempio, di costruire una nuova città abusiva in quella Casamacciola rasa al suolo alla fine dell’Ottocento.

ABUSI EDILIZI TERREMOTO

Una balla facile da smascherare. È ovvio che uno Stato di diritto e di buongoverno non può perseguitare delle famiglie di poveracci che hanno costruito la loro casetta, o catapecchia, al di fuori e al di sopra della legge: per la verità non può neanche tassarli incassando i soldi dei condoni. Se la politica avesse davvero a cuore il destino di queste famiglie, ma non è così, farebbe un’altra scelta, più responsabile, più complessa rispetto alla slogan “Viva gli abusivi”, ma sicuramente nell’interesse di queste famiglie e di tutti gli italiani. Accompagnerebbe gli abusivi fuori dall’illegalità, sostenendoli verso l’approdo a una casa, una buona costruzione di una buona edilizia pubblica, in regola rispetto alle leggi e al buonsenso. E non farebbe alcuno sconto a quei cittadini, purtroppo tanti cittadini, che mascherandosi dietro al trucco dell’abusivismo di necessità, altro non fanno che calpestare leggi, diritto, territorio, Paese. E vite innocenti.

L’ITALIA DI CARTAPESTA, DEI DISASTRI E DEGLI SPRECHI

Abusi edilizi in Calabria: si costruisce perfino sulle frane e sulle alluvioni

Roma è la capitale delle richieste di condono edilizio

Piani dei territori a rischio, solo due regioni li hanno preparati (Foto)

Il suolo dell’Italia è sempre più fragile: 4 miliardi l’anno per piogge e frane

Ecco come si tagliano i fondi per la tutela del territorio e dilagano gli speculatori

Ultime Notizie: